Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei: addio alla Geostoria, entra l’intelligenza artificiale

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, aprendo la fase di consultazione pubblica. Tutte le novità.

di Daniele Particelli
23 aprile 2026
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Le nuove Indicazioni, fortemente volute dal ministro Giuseppe Valditara, sono state licenziate dalla commissione ministeriale e sono ora affidate alla consultazione con il mondo della scuola, incluse per la prima volta le Consulte studentesche. Il ministro le adotterà ufficialmente solo al termine di questo percorso di ascolto. Tra le novità più rilevanti ci sono la separazione di Storia e Geografia, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nei curricoli e un ripensamento dell’insegnamento della matematica che va ben oltre i contenuti disciplinari.

Geostoria, addio: Storia e Geografia tornano discipline separate

Una delle novità più attese dagli addetti ai lavori riguarda il primo biennio. La Geostoria – la disciplina che negli anni ha accorpato Storia e Geografia – scompare, e le due materie tornano a configurarsi come ambiti distinti, ciascuna con la propria specificità metodologica. La Geografia recupera così la sua autonomia scientifica, con manuali propri, e torna a formare studenti capaci di orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo.

La Storia, invece, estende il proprio arco temporale fino alla svolta cinese e ai nuovi equilibri geopolitici, con una scansione che dal nucleo euro-occidentale si apre progressivamente agli scenari globali. La centralità della storia dell’Italia e dell’Occidente viene presentata non come chiusura provinciale, ma come riconoscimento di un’eredità culturale — la statualità, i diritti della persona, i fondamenti della ricerca scientifica — che quella tradizione ha consegnato al mondo moderno.

L'intelligenza artificiale entra in classe, ma con spirito critico

In attuazione della Legge 132/2025 e dell’AI Act europeo, l’intelligenza artificiale fa il suo ingresso nei licei non come strumento da padroneggiare, ma come territorio critico da governare. Le nuove Indicazioni affidano alla matematica il compito di fornire i concetti e il linguaggio alla base dei sistemi di IA, e chiedono agli studenti di imparare a usarla consapevolmente, ma anche a interrogarla e a riconoscerne i limiti.

L’obiettivo dichiarato dal MIM non è addestrare all’uso degli strumenti digitali, ma formare una coscienza capace di distinguere tra la simulazione algoritmica e il sapere validato, tra la risposta di un algoritmo e il ragionamento critico. Il pensiero matematico e il pensiero critico vengono indicati come le due leve attraverso cui la scuola deve presidiare l’autonomia intellettuale degli studenti nell’era degli algoritmi.

Matematica: l'errore come risorsa e l'apertura interdisciplinare

Le nuove Indicazioni di matematica propongono un ripensamento della disciplina come esperienza intellettuale, non come insieme di tecniche da applicare. Tre novità meritano attenzione. La prima: l’errore viene riconosciuto esplicitamente come parte integrante del lavoro intellettuale, momento da attraversare con consapevolezza anziché stigma da evitare. La seconda: per la prima volta, le Indicazioni trattano il tema dell’intelligenza artificiale all’interno della matematica, affidando a questa disciplina il compito di fornire le basi concettuali per comprenderla.

La terza: il quinto anno introduce uno spazio strutturato di approfondimento in cui lo studente può connettere la matematica alla scienza, alla storia delle idee o ai propri interessi personali, riposizionando la disciplina non come torre d’avorio ma come sistema di idee in dialogo con tutti gli ambiti del sapere.

Letteratura, filosofia ed educazione emotiva

Le nuove Indicazioni rilanciano la lettura come pratica identitaria. Lo scopo dichiarato dell’insegnamento letterario è che gli studenti prendano gusto alla lettura e ricavino da essa strumenti per capire meglio se stessi e il mondo. I classici vengono presentati come specchio dell’esperienza umana da mettere in relazione con quella degli studenti, non come atto di deferenza verso il canone. La lingua italiana è indicata al tempo stesso come bene culturale da salvaguardare e come strumento di accesso alla conoscenza in un contesto plurilingue.

La Filosofia assume una doppia caratterizzazione: da un lato pratica concreta di riflessione, argomentazione e giudizio, dall’altro consegna di un sapere storico e teorico da conoscere e approfondire. Le due dimensioni non si escludono, e l’approccio richiede ai docenti di uscire dal commento storiografico per entrare in quello che le Indicazioni definiscono un laboratorio del pensiero, dove l’incertezza e il conflitto tra posizioni diverse diventano risorse e non ostacoli.

Infine, ampio spazio viene dedicato all’educazione emotiva e relazionale e al contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione. Il rispetto è presentato come disposizione da coltivare, non come norma da rispettare, e la cura delle relazioni e dell’empatia viene indicata come dimensione strutturale del curricolo, non come aggiunta marginale alla formazione disciplinare.

Cosa succede adesso

Le Indicazioni sono ora in fase di consultazione pubblica. Il ministro Valditara le adotterà ufficialmente solo al termine del percorso di ascolto della comunità scolastica, che include per la prima volta anche i rappresentanti delle Consulte studentesche. Per chi sta scegliendo il liceo o segue da vicino l’evoluzione del sistema scolastico, vale la pena monitorare gli sviluppi: si tratta di cambiamenti che, se confermati, ridisegneranno in modo significativo l’esperienza formativa del secondo ciclo di istruzione per i prossimi anni.

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Cresciuto a pane e tecnologia, muove i primi passi nell'editoria digitale dopo la laurea in cinema e nuovi media, specializzandosi nel raccontare le nuove tecnologie a 360 gradi e il loro impatto nella società, dall'alimentazione all'intrattenimento, dalla scienza all'ambiente.

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