Cos'è Università Svelate e da dove viene
Il 20 marzo 2026 le università italiane aprono le porte. Non solo agli studenti iscritti, ma a chiunque: cittadini, famiglie, curiosi, chi non ha mai messo piede in un campus e chi ci è passato anni fa. Si chiama Università Svelate ed è la Giornata Nazionale delle Università promossa dalla CRUI — Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).
L’idea di fondo è che l’università non appartiene a chi ci insegna, a chi ci lavora o a chi ci studia: appartiene a tutti. Il 20 marzo diventa quindi l’occasione per tradurre questo principio in pratica, aprendo aule, laboratori, cortili, biblioteche e musei all’intera comunità.
Giunta alla terza edizione, la giornata coinvolge quest’anno 85 sedi universitarie distribuite da nord a sud del Paese, con eventi simultanei che mostrano il ruolo degli atenei come luoghi di produzione della conoscenza e come fattori di coesione sociale per i territori che li ospitano. Le edizioni precedenti avevano messo a fuoco rispettivamente l’orientamento (prima edizione) e il rapporto con le città, in collaborazione con ANCI (seconda edizione). Quella del 2026 punta a valorizzare le “ricchezze” degli atenei in senso ampio: non solo formative, ma culturali, scientifiche e civiche.
La data non è casuale: il 20 marzo coincide con la Giornata Internazionale della Felicità e si colloca all’interno della Settimana della Minerva, periodo dedicato alla celebrazione del sapere e dell’istruzione.
Come partecipa l’Italia: alcuni esempi
Ogni ateneo declina il tema in modo autonomo, in base alla propria identità e al proprio territorio.
Ca’ Foscari a Venezia ha scelto un approccio diretto: aprire liberamente quasi 300 lezioni universitarie nelle sedi di Venezia, Mestre e Treviso. Non è richiesta prenotazione — solo la precedenza agli studenti normalmente iscritti. Chiunque può sedersi in un’aula e seguire una lezione dall’interno.
L’Università di Bologna punta sul dialogo istituzionale e sul patrimonio naturale: a Palazzo Poggi si terrà un incontro sulle collaborazioni tra l’ateneo e le 55 amministrazioni locali della Città Metropolitana, mentre l’Orto Botanico distribuirà piantine, talee e semi ai visitatori come dono di primavera. Le iniziative si prolungheranno nel weekend con le visite guidate delle Giornate FAI.
La Statale di Milano propone due appuntamenti: la diciottesima edizione di UniStem Day, dedicata alla ricerca sulle cellule staminali, e un convegno che conclude le celebrazioni per i 250 anni dell’Orto Botanico di Brera, uno dei più antichi istituti scientifici milanesi ancora attivi.
A Parma l’università apre gratuitamente il MUST, il Museo di Storia Naturale dell’Ateneo, con una stampante 3D in funzione che produrrà gadget ispirati alle collezioni — un modo per rendere visibile il dialogo tra patrimonio storico e tecnologie digitali.
A Verona gli eventi si distribuiscono su tre giorni (19-21 marzo) con visite guidate alle sedi universitarie; tra i protagonisti ci sarà l’astronauta Samantha Cristoforetti in occasione dell’UniStem Day. A Padova l’attenzione si concentra sul sistema museale dell’ateneo: tredici sedi che raccontano oltre ottocento anni di storia universitaria, dagli strumenti medici ai musei di zoologia e geografia.
All’Università di Bari Aldo Moro il programma prevede una sessione in cui diciannove ricercatori presenteranno i propri progetti in forma breve e divulgativa, seguita da un dialogo aperto tra il Rettore e altrettanti dottorandi sui temi del futuro della ricerca.
Il programma di Milano-Bicocca
Tra le università più attive in questa edizione c’è l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che ha costruito attorno alla giornata un programma articolato su due giorni con il titolo L’Università siamo tutti. Anche tu.
Il 19 marzo si comincia con Residenze Svelate: un evento pubblico nella Residenza U42 al quartiere Comasina (via Gerolamo Forni 71, dalle 18:00 alle 19:30) che intreccia fotografia, mappatura e arte partecipata per raccontare i luoghi del vivere universitario nei quartieri. Sarà inaugurata la mostra fotografica Vita in Bicocca. Storia dai protagonisti, esito del concorso fotografico 2023-2024. A seguire, aperitivo.
Il 20 marzo è la giornata principale, articolata su tre percorsi paralleli.
Stand interattivi dei 14 Dipartimenti — aperti dalle 9:30 nella Galleria espositiva dell’Edificio Agorà-U6. Ogni dipartimento porta al pubblico il proprio campo di ricerca in forma accessibile: si va da un’esperienza immersiva sul funzionamento di un processo giudiziario (Giurisprudenza) a esperimenti di ottica e materiali (Scienza dei Materiali); da un laboratorio su intelligenza artificiale e cibo sostenibile (Informatica) a tecniche di rianimazione di base (Medicina e Chirurgia). Non mancano stand su bilinguismo e multilinguismo, fisica applicata, stereotipi di genere nelle Big Tech, e un angolo dedicato al rapporto tra università e carcere, a cura del Polo Penitenziario di Ateneo.
Lezioni aperte — tre appuntamenti con docenti e ricercatori, aperti a tutti con iscrizione:
- ore 9:00–10:00: Matteo Lancini su adolescenza e fragilità nell’era digitale
- ore 10:30–11:30: Maurizio Casiraghi sulla natura interattiva della biodiversità
- ore 11:45–12:45: Alberto Sesana sull’ascolto dell’universo attraverso le onde gravitazionali
Manifesto Bicocca per la conoscenza condivisa — sette gruppi di lavoro composti da studenti, docenti, personale amministrativo, rappresentanti del terzo settore, cittadini e operatori dell’informazione lavoreranno insieme per costruire un documento che definirà gli impegni concreti dell’ateneo verso il territorio. I temi spaziano dall’accessibilità ai servizi universitari al ruolo pubblico della ricerca, dalla convivenza tra campus e quartiere alla qualità dell’informazione.
Nel pomeriggio sono previste anche visite guidate agli archivi storici e alla collezione BreraBicocca, oltre a un incontro dedicato a docenti e insegnanti delle scuole sul dialogo tra scuola, università e territorio (ore 15:30-17:30).
Perché la giornata esiste
Il presupposto di Università Svelate è che esista un divario percepito tra gli atenei e la società che li ospita e li finanzia. Le università producono ricerca, formano professionisti, gestiscono patrimoni culturali e scientifici — ma tutto questo avviene spesso in modo poco visibile per chi non è direttamente coinvolto. La giornata del 20 marzo è un tentativo di ridurre questa distanza, almeno per un giorno, rendendo concreto il principio che la conoscenza accademica è un bene collettivo.
Per chi studia o ha studiato, per chi sta valutando un percorso universitario, per chi è semplicemente curioso: il programma completo di tutte le università partecipanti è disponibile sul sito della CRUI.









