Il double degree, o doppio titolo internazionale, è un programma di studio integrato in cui lo studente svolge una parte del proprio percorso universitario in un ateneo italiano e una parte in un’università straniera con cui esiste un accordo formale. Al termine, ottiene due titoli di laurea distinti e riconosciuti: quello rilasciato dall’ateneo italiano di iscrizione e quello rilasciato dall’ateneo partner estero. Entrambi i titoli sono validi senza necessità di ulteriori procedure di convalida nei rispettivi Paesi.
Vale la pena chiarire subito la differenza con l’Erasmus, che è un programma di mobilità molto più diffuso ma con esiti diversi. Con l’Erasmus si trascorrono uno o due semestri all’estero, si sostengono esami che vengono riconosciuti nell’ateneo italiano tramite il sistema dei crediti ECTS, e alla fine si ottiene un certificato di permanenza allegato al proprio curriculum, non un titolo di laurea aggiuntivo. Il double degree prevede invece un periodo all’estero di almeno un anno, un processo di selezione più rigoroso, un numero di posti più limitato, e al termine produce due lauree separate e distinte. Esiste poi una terza formula, il Joint Degree, in cui i due atenei rilasciano un unico titolo congiunto anziché due diplomi separati. Anche questa formula è diffusa, in particolare nei programmi Erasmus Mundus della Commissione Europea.
Doppia laurea internazionale: come funziona nella pratica
La struttura tipica di un double degree prevede che lo studente completi una parte del percorso — di solito il primo anno o i primi due anni — presso l’ateneo italiano, e poi trascorra uno o due anni presso l’università partner straniera, dove frequenta le lezioni, sostiene gli esami e spesso svolge la tesi. Le lezioni e gli esami all’estero si tengono generalmente in inglese, a volte anche nella lingua del Paese ospitante. I piani di studio dei due atenei sono stati armonizzati in anticipo nell’accordo bilaterale, in modo da garantire la coerenza complessiva del percorso: non si affrontano quindi materie completamente diverse, ma le stesse discipline studiate da angolazioni e metodologie differenti, in ambienti accademici diversi.
I posti disponibili per questi programmi sono limitati e l’accesso è regolato da bandi pubblicati annualmente dagli atenei. Il processo di selezione prevede in genere la verifica della media voti, la valutazione delle competenze linguistiche con certificazioni riconosciute, e spesso un colloquio o una prova scritta. Chi viene selezionato può in alcuni casi ricevere un supporto finanziario dall’ateneo italiano per coprire parte dei costi del periodo estero.
Quali atenei italiani lo offrono
I programmi di double degree sono oggi presenti in più della metà degli atenei italiani e il numero è in costante crescita. I programmi più diffusi riguardano corsi magistrali, dove la formula del doppio titolo si integra meglio con la durata biennale del percorso, ma esistono accordi anche per la triennale e per i corsi a ciclo unico. Tra gli atenei italiani con una rete internazionale particolarmente sviluppata si trovano la Sapienza di Roma, l’Università di Milano, il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, Ca’ Foscari Venezia, l’Università di Bologna e la Bocconi.
Le università partner sono distribuite in tutto il mondo, con una concentrazione maggiore in Europa, ma con accordi importanti anche con atenei negli Stati Uniti, in America Latina, in Asia e in Australia. La Sapienza, per esempio, ha accordi attivi con università come la Northern Illinois University per management, la Université de Paris per scienze, l’Universidad del Norte per cooperazione internazionale, e molte altre. Ca’ Foscari ha un’ampia rete di double degree e joint degree per lingue, economia, scienze ambientali e altri ambiti. I programmi Erasmus Mundus Joint Masters della Commissione Europea rappresentano una categoria a parte, finanziata direttamente dall’UE e aperta anche a studenti extra-europei: prevedono periodi di studio in almeno due Paesi europei e spesso erogano borse di studio significative.
Come candidarsi
Il punto di partenza è verificare se il proprio corso di laurea prevede accordi di double degree con università straniere, consultando il sito dell’ufficio internazionale del proprio ateneo o la pagina del corso di studi. Se l’accordo esiste, bisogna attendere o cercare il bando annuale relativo a quel programma specifico. I requisiti tipici includono una media voti adeguata (spesso superiore a 27/30), una certificazione linguistica in inglese a livello B2 o superiore — e in alcuni casi anche nella lingua del Paese ospitante — e talvolta lettere di motivazione o referenze accademiche.
Chi non è ancora iscritto all’università e sta valutando il percorso da scegliere può invece cercare corsi di laurea che abbiano già integrato il double degree come opzione strutturata nel proprio ordinamento: in questo caso la candidatura al programma internazionale avviene durante il percorso, non prima dell’iscrizione. Vale anche la pena sapere che dal 2022, con la legge n. 33 del 12 aprile, in Italia è diventata possibile anche la doppia iscrizione contemporanea a due corsi di laurea, uno strumento diverso dal double degree internazionale ma che ha ulteriormente ampliato le possibilità di costruire percorsi di studio ibridi. Per approfondire le opzioni di studio all’estero, inclusi Erasmus e altre forme di mobilità, è utile consultare la guida su come studiare all’estero dopo il diploma.
Perché vale la pena considerarla
I vantaggi del double degree rispetto a un percorso universitario tradizionale sono concreti e documentati. Secondo i dati di AlmaLaurea, chi porta a termine un periodo di formazione all’estero aumenta del 14,4% il proprio tasso di occupazione a un anno dalla laurea. Secondo la Commissione Europea, l’80% degli studenti con mobilità internazionale strutturata trova un impiego entro tre mesi dalla laurea. I due titoli di studio permettono di candidarsi a posizioni in entrambi i Paesi senza dover passare da procedure di convalida, il che è un vantaggio concreto soprattutto per chi punta a una carriera internazionale o vuole proseguire con un master o un dottorato all’estero.
Sul piano delle competenze, un anno o due trascorsi in un contesto accademico straniero sviluppano la padronanza delle lingue, l’adattamento culturale, la capacità di lavorare in ambienti multidisciplinari e il network internazionale: tutte qualità molto valutate dai recruiter, in Italia e ancora di più all’estero. Per chi è già orientato verso una carriera internazionale, il double degree è probabilmente il percorso universitario che offre il miglior equilibrio tra qualità formativa, valore del titolo e apertura al mercato del lavoro globale. Se vuoi sapere come sfruttare al meglio un’esperienza internazionale nel proprio CV, puoi anche considerare l’Erasmus.

Cresciuto a pane e tecnologia, muove i primi passi nell'editoria digitale dopo la laurea in cinema e nuovi media, specializzandosi nel raccontare le nuove tecnologie a 360 gradi e il loro impatto nella società, dall'alimentazione all'intrattenimento, dalla scienza all'ambiente.
Giornalista pubblicista, SEO Specialist e Social Media Manager, sempre pronto ad ampliare i propri orizzonti e con la valigia sempre pronta per scoprire il mondo con uno sguardo geek.








