Tra i percorsi post-diploma, le lauree professionalizzanti sono probabilmente il più giovane e il meno conosciuto del sistema universitario italiano. Introdotte nel 2018 con il DM 446, riorganizzate dal DM 446/2020 nelle tre attuali classi LP-01, LP-02 e LP-03, rese poi abilitanti alla professione dalla legge 8 novembre 2021 n. 163, sono lauree triennali a tutti gli effetti, ma costruite con una struttura diversa da quella delle lauree tradizionali: un terzo di teoria in aula, un terzo di laboratorio, un terzo di tirocinio in azienda. Il titolo finale è abilitante senza esame di Stato separato, e prepara figure tecniche specifiche del lavoro privato e libero-professionale: il perito industriale laureato, il geometra laureato, e altre figure tecniche in agricoltura, edilizia, industria, informatica. Per chi sta valutando il percorso post-diploma, vale la pena conoscere come funzionano davvero, dato che si trovano in una posizione intermedia rara nel panorama italiano: tra l’ITS Academy e la laurea triennale “classica”, e talvolta in concorrenza con entrambe.
L'idea: un'università più pratica e più corta
L’obiettivo dichiarato dal Ministero, fin dall’introduzione dei primi corsi sperimentali nel 2018, era duplice: avvicinare una parte dell’offerta universitaria al mondo del lavoro, dando una risposta concreta al “mismatch” tra competenze richieste dalle imprese e quelle fornite dall’università tradizionale; e creare una via di laurea più rapida e applicata per studenti tecnici che, pur dotati di una buona preparazione professionalizzante alle scuole superiori, non si riconoscevano nei percorsi triennali ad alto contenuto teorico. Il modello di riferimento è il bachelor of applied science del mondo anglosassone o le Fachhochschulen tedesche: università a tutti gli effetti, ma orientate alla pratica. Il decreto interministeriale del 2022 e il successivo DM 446/2020 hanno consolidato il modello strutturando le tre classi attualmente attive, ciascuna dedicata a un ambito tecnico specifico: la LP-01 per le professioni tecniche dell’edilizia e del territorio, la LP-02 per le professioni tecniche agrarie, alimentari e forestali, la LP-03 per le professioni tecniche industriali e dell’informazione.
Tutte le LP condividono alcune caratteristiche di fondo. Durano tre anni come una triennale ordinaria, con 180 crediti formativi universitari. Sono a numero programmato, di solito locale, con prove di ammissione che variano da ateneo a ateneo: alcune università utilizzano il TOLC-LP, il test del consorzio CISIA strutturato in trenta quesiti su logica, cultura generale e matematica; altre organizzano prove interne. Il piano di studi prevede una distribuzione caratteristica delle attività: circa sessanta crediti di lezioni frontali sulle discipline di base, sessanta crediti di laboratorio e attività pratiche, sessanta crediti di tirocinio in azienda, studio professionale o ente convenzionato. È un’impostazione fortemente diversa da quella delle triennali tradizionali, dove la quota laboratoriale e di tirocinio è generalmente molto inferiore. La frequenza è obbligatoria per buona parte delle attività, e la maggioranza dei docenti che insegnano nelle materie professionalizzanti proviene direttamente dal mondo del lavoro, in coerenza con la filosofia del corso.
Quali lauree professionalizzanti esistono oggi
Per l’anno accademico 2024/2025 sono stati attivati 57 corsi di laurea professionalizzante in Italia, distribuiti su una rete di atenei pubblici sempre più ampia: 26 corsi nella classe LP-01, 12 nella classe LP-02 e 19 nella classe LP-03. Gli atenei coinvolti includono il Politecnico di Torino, la SUPER (Scuola Universitaria per le Professioni Tecniche Emilia-Romagna), le Università di Brescia, Pisa, Torino, Perugia, Cagliari, Tuscia, la Libera Università di Bolzano, e diversi altri istituti che hanno stipulato convenzioni con il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali. La rete è in continua espansione, con nuovi corsi attivati ogni anno accademico.
La classe LP-01 forma tecnici per le costruzioni civili e la gestione del territorio: laureandosi in un corso di questa classe si diventa geometra laureato (in alternativa al percorso tradizionale dell’istituto tecnico più tirocinio biennale ed esame di Stato) e si può accedere alla professione di perito industriale edile. Il piano di studi copre topografia, costruzioni, estimo, progettazione edilizia, normativa urbanistica e ambientale, con un’enfasi forte sulla pratica di cantiere e sull’uso di software professionali. Per chi sta valutando questo percorso vale la pena confrontarlo con quello tradizionale del geometra, che resta accessibile via tirocinio post-diploma.
La classe LP-02, la meno diffusa numericamente, forma tecnici per le professioni agrarie, alimentari e forestali: il laureato può lavorare come perito agrario, agrotecnico o tecnico nelle filiere agroalimentari, con competenze su tecniche di coltivazione, zootecnia, trasformazione dei prodotti agricoli, gestione del territorio rurale. La classe LP-03, la più ricca di indirizzi attivati, forma tecnici industriali e dell’informazione nei settori meccanico, elettronico, elettrotecnico, chimico, informatico: il laureato accede alla professione di perito industriale nelle diverse specializzazioni, con sbocchi nell’industria manifatturiera, nei servizi tecnici, nella consulenza aziendale, nello sviluppo software.
Perché sono abilitanti: una specificità importante
Una caratteristica che distingue nettamente le LP dalle altre lauree triennali è il loro carattere abilitante. La legge 163/2021 ha incluso queste classi tra le lauree che danno diretto accesso all’esercizio della professione, senza dover sostenere un esame di Stato separato. L’abilitazione si ottiene superando una prova pratica all’interno del corso di studi, che precede la prova finale di laurea e ne è parte integrante. Si tratta di una semplificazione importante per chi punta direttamente all’esercizio professionale: chi consegue una LP nelle classi LP-01 o LP-03 può iscriversi al Collegio dei Geometri e Geometri Laureati o all’Albo dei Periti Industriali della propria provincia subito dopo la laurea, senza la separazione classica tra studio e abilitazione che caratterizza altre professioni regolamentate. Va però segnalato che, per alcune professioni, l’iscrizione all’albo richiede comunque l’iscrizione preventiva al Registro Nazionale Tirocinanti tenuto dagli ordini professionali, e che il tirocinio curriculare deve essere svolto in modalità conformi a quanto previsto dalle convenzioni tra atenei e ordini.
Le differenze con l'ITS Academy
Una confusione frequente è quella tra laurea professionalizzante e ITS Academy. Sono percorsi simili in molti aspetti — orientamento al lavoro, didattica pratica, tirocini obbligatori, contatti diretti con le imprese — ma con differenze sostanziali che è bene conoscere prima di scegliere. L’ITS Academy è un percorso terziario non universitario, di durata biennale (talvolta triennale), che rilascia un Diploma di Tecnico Superiore corrispondente al quinto livello del Quadro Europeo delle Qualifiche (sesto per gli ITS triennali). La laurea professionalizzante è una laurea universitaria a tutti gli effetti, triennale, di livello sei nel Quadro Europeo, che dà accesso al titolo di “dottore” e, attraverso esami integrativi, alla prosecuzione con una laurea magistrale. L’ITS prepara tecnici specializzati per inserimenti rapidi in settori specifici (meccatronica, ICT, logistica, energia, agroalimentare, turismo, moda): è quasi sempre incardinato in fondazioni private con forte presenza di imprese partner, e ha tassi di occupazione a un anno dal diploma molto elevati, frequentemente sopra l’ottanta per cento. La LP è invece un percorso universitario erogato dalle facoltà di ingegneria, agraria o architettura, con un orientamento più verso le libere professioni tecniche regolamentate (perito industriale, geometra, perito agrario, agrotecnico) e gli sbocchi nel settore privato in posizioni tecniche intermedie. Una differenza tutt’altro che secondaria riguarda il riconoscimento accademico: la LP è una laurea, va a comporre una posizione formale nei concorsi pubblici per laureati e dà accesso alle magistrali (con integrazioni), mentre il diploma ITS, per quanto di alto livello, non sempre permette gli stessi percorsi.
A chi conviene davvero
La domanda decisiva, per chi sta valutando una laurea professionalizzante, è se sia il percorso giusto per il proprio progetto. Le LP convengono chiaramente a chi: ha un diploma tecnico (geometri, periti industriali, periti agrari) coerente con la classe di laurea scelta e vuole costruire un profilo professionale tecnico solido, abilitante e con una qualifica accademica di sesto livello europeo; punta a una professione regolamentata come perito industriale, geometra o agrotecnico, e non vuole percorrere la via tradizionale del tirocinio post-diploma più esame di Stato; vuole entrare nel mondo del lavoro tecnico-professionale entro tre anni dalla maturità, con una preparazione pratica solida e contatti aziendali già costruiti durante gli studi; non si sente attratto dal taglio fortemente teorico delle triennali di ingegneria o architettura, e cerca un percorso più orientato all’esecuzione e alla pratica progettuale che alla ricerca o alla progettazione complessa.
Le LP convengono meno, invece, a chi ha la prospettiva chiara di proseguire con una laurea magistrale e arrivare a posizioni di ingegnere progettista, architetto o consulente di alto profilo: in quei casi è preferibile la triennale tradizionale, che apre la magistrale senza esami integrativi e prepara a un percorso accademico più ampio. Le LP convengono meno anche a chi non è certo del settore tecnico e vuole tenere aperte molte porte, dato che la specializzazione è precoce e cambiare strada richiede un riallineamento significativo. Vanno valutate con attenzione, infine, dalle aree del Paese in cui la rete di atenei convenzionati è ancora limitata: la geografia delle LP è disomogenea, con una concentrazione nel Nord e Centro Italia e una presenza meno strutturata nel Mezzogiorno, dove le alternative (triennali tradizionali, ITS Academy, formazione professionale regionale) possono risultare più accessibili.
Un sistema ancora in costruzione
Le lauree professionalizzanti sono un sistema relativamente giovane, in continua evoluzione. I numeri degli iscritti, ad oggi, restano contenuti: poco meno di duecento studenti registrati nel Registro Nazionale Tirocinanti dei Periti Industriali per i corsi LP, anche se la rete di atenei convenzionati sta crescendo rapidamente. Le imprese che partecipano alla progettazione dei corsi e accolgono gli studenti per il tirocinio segnalano in molti casi tassi di assunzione elevati a fine percorso, ma mancano ancora rilevazioni AlmaLaurea ufficiali sui dati di occupazione coerenti con quelli disponibili per le triennali tradizionali, dato che le coorti di laureati sono ancora poco numerose. Per chi sta valutando l’iscrizione nel 2026/2027 o successivamente, vale la regola di buon senso che guida ogni scelta universitaria consapevole: confrontare il piano di studi specifico dell’ateneo, verificare le aziende partner del tirocinio, parlare con studenti già iscritti negli anni precedenti, valutare la coerenza tra il diploma di scuola superiore in possesso e la classe di laurea scelta. Un elenco aggiornato dei corsi LP attivati è disponibile sul portale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, riferimento utile per identificare la sede più adatta al proprio percorso.

Cresciuto a pane e tecnologia, muove i primi passi nell'editoria digitale dopo la laurea in cinema e nuovi media, specializzandosi nel raccontare le nuove tecnologie a 360 gradi e il loro impatto nella società, dall'alimentazione all'intrattenimento, dalla scienza all'ambiente.
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