Diventare geometra: dall’istituto tecnico all’abilitazione professionale

Una delle professioni tecniche più versatili e richieste, tra cantiere, territorio e progettazione.
Scopri il percorso per diventare geometra, dalle scuole superiori all’abilitazione, fino agli sbocchi lavorativi.

di Anna Castiglioni
6 febbraio 2026
1 MIN READ

Il geometra è una figura tecnica fondamentale nel settore dell’edilizia, della progettazione e della gestione del territorio. Si occupa di rilievi topografici, progettazione di edifici, direzione dei lavori, catasto, sicurezza nei cantieri e consulenze immobiliari. È una professione che unisce competenze teoriche e applicazione pratica, ed è molto richiesta in diversi ambiti, sia pubblici che privati.

Per diventare geometra, è necessario seguire un percorso formativo ben definito, che inizia già nella scuola superiore e prosegue con l’abilitazione professionale. Questo percorso consente di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per esercitare in autonomia e iscriversi all’albo dei geometri, oggi denominato Collegio dei Geometri e Geometri Laureati.

L’istruzione tecnica: l’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio

Il primo passo per intraprendere la carriera di geometra è iscriversi a un istituto tecnico, settore tecnologico, con indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”. Questo percorso scolastico sostituisce l’ex istituto tecnico per geometri e fornisce una preparazione specifica nelle materie tecniche, scientifiche e progettuali.

Durante i cinque anni si studiano discipline come disegno tecnico, topografia, costruzioni, estimo, geopedologia, economia e normativa edilizia. Vengono affrontati anche temi legati all’ambiente, alla sostenibilità, all’uso razionale del territorio e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le ore di laboratorio, i progetti e i tirocini contribuiscono a sviluppare competenze pratiche in campo. Il diploma rilasciato al termine di questo percorso permette di accedere sia al mondo del lavoro sia a percorsi di formazione post-diploma o universitari.

I percorsi per diventare geometra: con o senza laurea

Dopo il diploma, esistono due strade principali per diventare geometra abilitato. La prima, più tradizionale, prevede lo svolgimento di un tirocinio professionale. La seconda, alternativa, consiste nel proseguire gli studi con una laurea triennale tecnica.

Nel percorso tradizionale, dopo il diploma si svolge un tirocinio della durata di diciotto mesi presso uno studio tecnico o un ente autorizzato. Al termine del tirocinio, si può accedere all’esame di Stato per l’abilitazione professionale. Superato l’esame, è possibile iscriversi all’albo e lavorare come geometra.

L’alternativa consiste nell’iscriversi a un corso di laurea triennale in ambito tecnico. Le facoltà più adatte sono quelle di Ingegneria civile, Architettura, Scienze ambientali o Gestione del territorio. In questo caso, il tirocinio non è obbligatorio, poiché le attività pratiche previste nei corsi di laurea sono considerate equivalenti. Anche in questo percorso, l’esame di abilitazione resta necessario prima dell’iscrizione all’albo. Entrambe le strade permettono di esercitare la stessa professione. Chi sceglie il percorso universitario può avere accesso a ulteriori opportunità di studio o ruoli nel settore pubblico che richiedono il titolo accademico.

Il tirocinio professionale: il passaggio necessario per l’abilitazione

Se si sceglie il percorso con tirocinio, dopo il diploma è obbligatorio svolgere diciotto mesi di pratica presso lo studio di un geometra abilitato, iscritto all’albo da almeno cinque anni, o in alternativa presso enti pubblici o aziende del settore tecnico, edilizio o catastale.

Il tirocinio è regolato dal Collegio dei Geometri della provincia di residenza e prevede la stipula di una convenzione e la registrazione ufficiale. Durante questi mesi si impara a lavorare sul campo, si approfondiscono le conoscenze già acquisite e si comincia a prendere dimestichezza con strumenti, software e pratiche professionali. In alcuni casi è possibile integrare il tirocinio con corsi professionalizzanti riconosciuti, organizzati da enti accreditati o dagli stessi Collegi provinciali.

L’esame di abilitazione: requisiti e contenuti

Per ottenere l’abilitazione professionale è necessario superare l’esame di Stato per geometra. Possono accedervi coloro che hanno completato il tirocinio oppure chi ha seguito un percorso universitario tecnico riconosciuto.
L’esame si svolge ogni anno e comprende due prove scritte e una prova orale. Le prove scritte riguardano l’elaborazione di un progetto tecnico e la redazione di una relazione tecnica. La prova orale verte su conoscenze teoriche e pratiche legate alla professione, incluse la normativa edilizia, catastale e urbanistica. Una volta superato l’esame, è possibile iscriversi al Collegio dei Geometri della propria provincia e iniziare a esercitare la professione.

Differenze tra geometra, perito, architetto e ingegnere

Ci sono settori in cui differenti figure professionali possono sovrapporsi. È il caso dell’edilizia, dove geometra, architetto e ingegnere hanno alcune competenze in comune. Per chiarire l’ambito a cui fa riferimento ognuna di queste professioni, ecco una breve guida.

Il geometra si occupa prevalentemente di edilizia civile, rilievi topografici, pratiche catastali, direzione dei lavori in piccoli cantieri e progettazione edilizia a livello locale. Ha una formazione tecnica superiore e un approccio molto pratico, legato alla gestione concreta del territorio e dell’edilizia residenziale.

Il perito edile ha competenze simili, ma il suo percorso è più orientato agli aspetti tecnologici e impiantistici. Può occuparsi, ad esempio, della gestione degli impianti in edifici civili e industriali, con una visione più tecnica sul funzionamento delle strutture.

L’architetto ha una preparazione universitaria, incentrata sulla progettazione architettonica e urbanistica. Il suo lavoro include anche la valorizzazione estetica degli spazi, l’ideazione di ambienti funzionali e armoniosi, la riqualificazione urbana e la pianificazione del paesaggio.

L’ingegnere civile affronta progetti strutturalmente più complessi, come ponti, strade, infrastrutture pubbliche e grandi edifici. Ha una formazione accademica avanzata e utilizza modelli matematici e ingegneristici per calcolare, progettare e gestire opere che richiedono standard di sicurezza elevati e soluzioni tecniche complesse.

Anche se i ruoli possono talvolta sovrapporsi, queste figure professionali si distinguono per livello di formazione, ambito di competenza e tipo di responsabilità nei progetti.

Opportunità all’estero e in settori innovativi

La professione di geometra è riconosciuta anche in altri Paesi dell’Unione Europea, secondo quanto stabilito dalle direttive europee sul riconoscimento dei titoli. Questo permette, con alcune procedure amministrative, di esercitare anche all’estero. Inoltre, il ruolo del geometra oggi si espande anche in settori non tradizionali come l’assicurazione, la certificazione energetica, la gestione delle smart cities, le energie rinnovabili e il monitoraggio ambientale.

Con l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la figura del geometra è diventata ancora più centrale. Le sue competenze sono richieste per la digitalizzazione del catasto, la riqualificazione energetica degli edifici, la progettazione sostenibile, la sicurezza sismica e la prevenzione del rischio idrogeologico. È una professione che parte da basi tecniche solide, ma guarda sempre più al futuro, tra sostenibilità e innovazione.

Dopo l’abilitazione: cosa fa un geometra e dove può lavorare

Il geometra può esercitare come libero professionista, aprendo un proprio studio tecnico, oppure lavorare come dipendente in imprese edili, uffici tecnici comunali, enti pubblici, agenzie immobiliari, società di ingegneria o studi di architettura. È una figura trasversale che collabora spesso anche con architetti, ingegneri, periti e altri professionisti dell’edilizia.

Le sue attività principali comprendono la progettazione edilizia di piccoli edifici, i rilievi topografici e catastali, la direzione dei lavori nei cantieri, la sicurezza sul lavoro, la stima e la valutazione degli immobili, la gestione delle pratiche edilizie e l’assistenza tecnica nei procedimenti amministrativi.

Con l’evoluzione del settore, il geometra oggi lavora anche in ambiti più innovativi, come l’efficienza energetica, la certificazione degli edifici, la riqualificazione urbana e ambientale, l’uso di tecnologie digitali per la progettazione e la gestione del territorio. Le competenze acquisite durante la formazione, unite all’esperienza sul campo, lo rendono un professionista capace di adattarsi ai cambiamenti del mercato e alle nuove sfide tecnologiche e ambientali.

Competenze richieste per diventare geometra

La figura del geometra oggi richiede molto più della semplice conoscenza tecnica dell’edilizia. Sono fondamentali capacità di lettura del territorio, uso degli strumenti digitali, comprensione delle normative ambientali, capacità di dialogare con clienti, enti pubblici e colleghi di altri settori. Le soft skill come la comunicazione, l’organizzazione del lavoro, la precisione e la capacità di lavorare in gruppo sono sempre più importanti, soprattutto nei progetti complessi e multidisciplinari.

Un geometra lavora quotidianamente con strumenti di ultima generazione. Tra questi ci sono i software CAD per il disegno tecnico, i droni per i rilievi aerei, i laser scanner, i sistemi GPS per la geolocalizzazione, i software GIS per l’analisi territoriale e le piattaforme BIM per la progettazione integrata. Questi strumenti permettono di lavorare in modo più efficiente, preciso e innovativo, rispondendo alle sfide di un settore in costante trasformazione.

Diventare geometra significa scegliere una professione concreta, dinamica e con molte possibilità di crescita. Che si opti per il tirocinio o per il percorso universitario, ciò che conta è costruire una base tecnica solida e continuare a formarsi. Il geometra di oggi non è più solo un tecnico del cantiere, ma un professionista che contribuisce alla trasformazione sostenibile del territorio, delle città e del nostro modo di abitare.

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