Il curriculum vitae per neolaureati: consigli di stesura e personal branding

Come costruire un curriculum chiaro ed efficace quando si è all’inizio del percorso professionale

di Anna Castiglioni
12 febbraio 2026
1 MIN READ

Cos'è il curriculum vitae e a cosa serve

Il curriculum vitae è spesso il primo contatto tra una neolaureata o un neolaureato e il mondo del lavoro. Non è solo un elenco di studi ed esperienze, ma uno strumento di presentazione che serve a raccontare chi si è, cosa si sa fare e in che direzione si vuole andare. Per chi è all’inizio del percorso professionale, scrivere un buon CV può sembrare complicato, soprattutto quando le esperienze lavorative sono poche o assenti. In realtà, un curriculum efficace non dipende dalla quantità di esperienze, ma da come vengono selezionate e raccontate.

Il curriculum non deve raccontare tutta la vita di una persona, ma rispondere a una domanda precisa: perché questa candidatura merita attenzione per quella posizione. I selezionatori lo leggono in poco tempo, spesso pochi secondi, per capire se il profilo è coerente con ciò che stanno cercando. Per questo è importante che il CV sia chiaro, leggibile e focalizzato.

Per un neolaureato, il curriculum serve soprattutto a dimostrare il potenziale: competenze acquisite durante gli studi, capacità trasversali, interessi professionali e motivazione. Non è necessario “riempire” il documento, ma scegliere con cura le informazioni davvero utili.

Come strutturare il curriculum vitae

Un buon curriculum per chi ha appena concluso l’università dovrebbe essere essenziale e ben organizzato. In genere è sufficiente una o al massimo due pagine. Le sezioni principali includono i dati personali, la formazione, le eventuali esperienze lavorative o di tirocinio, le competenze e, se pertinenti, attività extra o progetti.

L’ordine delle sezioni può variare. Per un neolaureato è spesso utile dare maggiore spazio alla formazione, posizionandola prima delle esperienze lavorative. L’importante è che la struttura sia coerente e che le informazioni siano facili da individuare a colpo d’occhio.

Come valorizzare la formazione universitaria

Quando l’esperienza lavorativa è limitata, il percorso di studi diventa centrale. Non basta indicare il titolo di laurea: è utile specificare l’ambito disciplinare, l’università, l’anno di conseguimento e, se rilevante, il voto finale. Si possono aggiungere anche esami significativi, tesi di laurea o progetti universitari, soprattutto se collegati alla posizione per cui ci si candida.

Descrivere la formazione in modo mirato aiuta a far emergere competenze concrete, come capacità di analisi, uso di strumenti specifici, metodo di lavoro e capacità di ricerca. In tal senso è utile inserire eventuali certificazioni linguistiche con relativo livello, corsi o workshop di interesse formativo (ad esempio sull’uso delle AI nel proprio ambito di competenza), laboratori, tirocini e tutto ciò che certifichi una competenza specifica.

Esperienze: non solo lavoro

Molti neolaureati pensano di non avere “abbastanza esperienza” da inserire nel CV. In realtà, oltre ai lavori veri e propri, contano anche tirocini, stage, collaborazioni occasionali, esperienze di volontariato e progetti universitari. L’importante è spiegare cosa si è fatto e quali competenze si sono sviluppate.

Anche attività extracurricolari possono avere valore, se coerenti con il profilo professionale. Ad esempio, partecipazione a gruppi di studio, associazioni studentesche, organizzazione di eventi o attività sportive a livello strutturato.

Competenze tecniche e trasversali

Una sezione dedicata alle competenze è fondamentale. Qui è utile distinguere tra competenze tecniche e competenze trasversali. Le prime riguardano conoscenze specifiche, come lingue straniere, strumenti digitali, software o competenze disciplinari. Le seconde includono capacità come il lavoro in team, la gestione del tempo, la comunicazione e la capacità di adattamento.
È importante essere concreti e realistici. Dichiarare competenze che non si possiedono davvero può creare problemi in fase di colloquio. Meglio indicare ciò che si sa fare, specificando il livello di padronanza.

Il personal branding: dare coerenza al profilo

Anche un curriculum per neolaureati comunica un’immagine professionale. Questo è il cuore del personal branding: scegliere cosa raccontare e come, in modo coerente con l’obiettivo. Tutte le sezioni del CV dovrebbero parlare la stessa lingua e rimandare a un’idea chiara di profilo.
Il personal branding non significa “vendere se stessi”, ma costruire un racconto credibile e riconoscibile. Un curriculum vitae disordinato o troppo generico comunica incertezza; uno chiaro e focalizzato trasmette consapevolezza, anche in chi è all’inizio del percorso.

Linguaggio e stile

Il linguaggio del curriculum deve essere semplice, diretto e professionale. Frasi brevi, verbi chiari e niente formule vaghe aiutano a rendere il testo più efficace. È importante evitare errori grammaticali o refusi, che possono dare un’impressione di scarsa attenzione.
Anche la grafica conta, ma senza eccessi. Un layout pulito, con spazi ben distribuiti e caratteri leggibili, facilita la lettura. L’obiettivo non è stupire, ma rendere il contenuto accessibile.

Adattare il CV all'offerta

Un errore comune è usare lo stesso curriculum per tutte le candidature. Anche per un neolaureato, è utile adattare il CV in base all’azienda o alla posizione. Questo significa riorganizzare le informazioni, mettere in evidenza le competenze più rilevanti e, se necessario, semplificare alcune sezioni. Personalizzare il curriculum dimostra interesse e attenzione, due qualità molto apprezzate in fase di selezione.

Curriculum e presenza online

Oggi il curriculum non vive da solo. Spesso viene affiancato da profili online, come LinkedIn o portfolio digitali. È importante che le informazioni siano coerenti e aggiornate. Il CV resta il documento principale, ma la presenza online contribuisce a rafforzare il personal branding, soprattutto per chi cerca il primo impiego.

Il curriculum non è un documento definitivo. Per un neolaureato, è uno strumento che cambia rapidamente, man mano che si accumulano esperienze e competenze. Rivederlo periodicamente aiuta a prendere consapevolezza del proprio percorso e a migliorare la capacità di raccontarlo.
Scrivere un buon curriculum è già un primo passo nel mondo del lavoro: significa riflettere su ciò che si è fatto, su ciò che si sa fare e su dove si vuole andare.

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