Lavorare nel turismo: come diventare guida turistica, manager dell’ospitalità o agente di viaggi

Formazione, stipendi e possibilità di carriera: tutto quello che c’è da sapere per lavorare nel turismo oggi

di Anna Castiglioni
12 febbraio 2026
1 MIN READ

Immagina di svegliarti ogni giorno sapendo che il tuo lavoro consiste nel far vivere esperienze indimenticabili ad altre persone. Potresti accompagnare un gruppo di viaggiatori tra le meraviglie archeologiche del Sud Italia, organizzare l’accoglienza in un resort sul mare o consigliare la destinazione perfetta a una coppia in cerca della luna di miele ideale. È questo il cuore delle professioni turistiche: trasformare il desiderio di scoperta in realtà.

Il settore del turismo è uno dei più dinamici in Italia e nel mondo. Secondo i dati ISTAT, solo nel nostro Paese rappresenta circa il 13% del PIL, con una richiesta costante di figure professionali qualificate. Ma come si entra in questo mondo? E quali sono i percorsi formativi per diventare guida turistica, manager dell’ospitalità o agente di viaggi?

Diventare guida turistica: la passione per la cultura diventa professione

Fare la guida turistica significa essere un ponte tra il passato e il presente, tra un luogo e chi lo visita. È un mestiere che richiede ottime capacità comunicative, una grande preparazione culturale e, naturalmente, amore per il territorio.
In Italia, la professione è regolamentata a livello regionale. Per esercitare legalmente, è necessario superare un esame abilitante indetto dalle Regioni o Province autonome. Le prove, che variano da territorio a territorio, solitamente comprendono test scritti e orali su storia dell’arte, geografia, normativa turistica e una o più lingue straniere.

Molte università e istituti professionali offrono corsi preparatori, ma non esiste un titolo di studio unico obbligatorio. Avere una laurea in discipline come storia dell’arte, archeologia o lingue può comunque rappresentare un vantaggio.
In alcune regioni, si stanno sperimentando anche corsi con moduli in digital storytelling e tecniche di comunicazione per i social media: strumenti sempre più utili per chi vuole farsi conoscere come guida freelance e raggiungere viaggiatori da tutto il mondo.

Manager dell’ospitalità: coordinare, innovare, accogliere

Il manager dell’ospitalità (o hospitality manager) è il cuore organizzativo di strutture ricettive come hotel, resort o villaggi turistici. La sua missione? Garantire che tutto funzioni perfettamente, dalla reception alla ristorazione, creando un’esperienza impeccabile per ogni ospite.

Per intraprendere questa carriera servono competenze gestionali, conoscenze di marketing turistico, padronanza delle lingue e una buona dose di leadership. È una figura sempre più richiesta, soprattutto nel turismo di fascia alta e nel settore degli eventi. Il percorso formativo ideale? Dopo un diploma alberghiero o linguistico, molti scelgono corsi universitari in Scienze del Turismo, Economia del Turismo, Hospitality Management o anche Management delle imprese internazionali con indirizzi sul turismo.

Tra le università che offrono percorsi mirati troviamo:

  • Università Bocconi di Milano – Master in Tourism Management
  • Università degli Studi di Firenze – Corso di laurea in Progettazione e gestione di eventi e imprese dell’arte e dello spettacolo
  • CISET – Università Ca’ Foscari Venezia – Master in Economia e Management del Turismo
    In questi corsi si studiano anche sostenibilità, customer experience, gestione delle risorse umane e analisi dei dati. Alcuni percorsi prevedono tirocini formativi e collaborazioni dirette con aziende del settore.

Agente di viaggio: tra consulenza e nuove tecnologie

Un tempo l’agente di viaggio operava quasi esclusivamente dietro al bancone di un’agenzia. Oggi questa figura è profondamente cambiata: lavora anche online, si specializza in nicchie come viaggi sostenibili, esperienziali o di lusso, e accompagna il cliente in ogni fase dell’esperienza, dalla pianificazione all’assistenza post-viaggio.

Per diventare agente di viaggi non è obbligatorio un percorso universitario, ma è essenziale formarsi su strumenti digitali, geografia turistica, legislazione e tecniche di vendita. Oggi molti agenti lavorano come travel designer: veri e propri consulenti di viaggio che creano itinerari personalizzati, spesso lavorando in autonomia o in collaborazione con piattaforme online. Alcuni si specializzano in destinazioni esotiche, altri in viaggi per famiglie, sportivi o gruppi senior.
Un’ottima base può essere un corso professionale riconosciuto a livello regionale o promosso da enti accreditati, come quelli di ENAC, FIAVET, Assoviaggi o Welcome Travel Group.

Lavorare in un tour operator: dietro le quinte del viaggio

Chi lavora all’interno di un tour operator non è in contatto diretto con il cliente finale come l’agente di viaggi, ma svolge un ruolo fondamentale: costruisce pacchetti, coordina fornitori, prenota voli e hotel, pianifica itinerari e si assicura che ogni dettaglio sia allineato alle aspettative del mercato e ai budget stabiliti.

Le posizioni sono diverse: si va dal product manager che crea l’offerta turistica, al programmatore turistico che pianifica i dettagli logistici, fino al contract manager che negozia tariffe e condizioni con hotel e trasporti. In realtà più grandi esistono anche figure specializzate nel customer care, nell’assistenza post-vendita e nel marketing. Per lavorare in un tour operator è preferibile avere una formazione in ambito turistico, gestionale o linguistico. Alcune aziende cercano profili junior da formare internamente, mentre per i ruoli più strategici è richiesta esperienza pregressa e padronanza degli strumenti digitali (sistemi di prenotazione, Excel, CRM).

Dietro ogni viaggio ben riuscito c’è spesso una persona che ha confermato camere, verificato orari, controllato disponibilità e parlato al telefono con decine di agenti di viaggio. Gli operatori booking e le figure di back office sono il motore silenzioso dei tour operator: si occupano della gestione tecnica delle prenotazioni e del supporto agli operatori di vendita.

Chi ricopre questo ruolo deve avere precisione, resistenza allo stress e grande capacità organizzativa, perché si lavora spesso con scadenze strette e una quantità elevata di pratiche da gestire. Le competenze informatiche sono fondamentali: è necessario conoscere i sistemi di prenotazione (GDS, CRS, gestionali proprietari), avere dimestichezza con email, fogli di calcolo e strumenti per la gestione delle richieste.

La comunicazione è un altro punto chiave: l’operatore booking parla quotidianamente con agenti di viaggio, clienti o fornitori, sia via telefono che per iscritto. Una buona conoscenza delle lingue, in particolare l’inglese, è spesso richiesta, soprattutto nelle realtà internazionali

 

Le competenze trasversali che fanno la differenza

Oltre alla formazione tecnica, lavorare nel turismo richiede anche una solida base di soft skill. Le più richieste?

  • Capacità relazionali ed empatia
  • Problem solving (per gestire imprevisti e clienti difficili)
  • Adattabilità (soprattutto in contesti multiculturali)
  • Lavoro di squadra
  • Gestione dello stress

Molte di queste competenze si sviluppano sul campo, ma possono essere coltivate anche attraverso esperienze di volontariato, Erasmus, tirocini all’estero o progetti come il Servizio Civile Universale.

Come muovere i primi passi

Se sei agli inizi, puoi cercare stage o tirocini presso agenzie, hotel, enti del turismo o tour operator. Partecipare a fiere del settore, come la BIT di Milano o il TTG Travel Experience di Rimini, ti permette di entrare in contatto diretto con professionisti e aziende.

Sui portali di ricerca lavoro o presso i Centri per l’Impiego è possibile trovare offerte e percorsi formativi specifici. Anche le Camere di Commercio regionali spesso organizzano corsi gratuiti o co-finanziati. E se vuoi approfondire il quadro normativo o cercare opportunità a livello nazionale e internazionale, il sito del Ministero del Turismo è un punto di partenza fondamentale.

Quanto si guadagna nel turismo e quali sono le possibilità di carriera?

Le retribuzioni nel settore turistico variano molto in base all’esperienza, alla tipologia di contratto, alla zona geografica e al tipo di struttura o agenzia in cui si lavora. Tuttavia, è possibile tracciare un quadro orientativo utile per chi si affaccia a queste professioni.

Le guide turistiche, soprattutto se lavorano come liberi professionisti, hanno compensi molto variabili. In media, una giornata di visita guidata può valere dai 100 ai 200 euro, ma in alta stagione o con gruppi stranieri i guadagni possono essere superiori. La possibilità di lavorare tutto l’anno dipende dal territorio e dalla capacità di diversificare l’offerta (visite per scuole, pacchetti tematici, esperienze online, ecc.).

I manager dell’ospitalità partono spesso da ruoli operativi (come receptionist o assistenti di direzione), ma con esperienza possono diventare direttori di hotel, responsabili di area o gestori di strutture indipendenti. Gli stipendi, in Italia, variano dai 1.400 ai 2.500 euro netti al mese per i ruoli intermedi, fino a oltre 4.000 euro netti per i direttori di strutture di alto livello o appartenenti a catene internazionali. All’estero, le cifre possono essere più alte, soprattutto nei Paesi con forte presenza turistica e servizi di lusso.

Gli agenti di viaggi dipendenti guadagnano in media tra i 1.200 e i 1.600 euro al mese, ma chi lavora come consulente autonomo o travel designer può aumentare i propri guadagni attraverso commissioni e pacchetti personalizzati, soprattutto se si specializza in mercati di nicchia. Alcuni scelgono la strada dell’imprenditorialità, aprendo una propria agenzia o collaborando con network di agenzie online.

Nei tour operator gli stipendi variano in base al ruolo: si parte da 1.200-1.400 euro netti al mese per i profili operativi, fino a 2.500-3.000 euro per chi gestisce prodotti e destinazioni, con possibilità di crescita anche in ambito internazionale.

In generale, il settore del turismo premia la specializzazione, le lingue, le competenze digitali e la capacità di offrire esperienze uniche. Percorsi di carriera strutturati sono più frequenti nelle grandi aziende, catene alberghiere e tour operator, mentre chi lavora da freelance o in piccole realtà può crescere creando una propria identità professionale forte, anche attraverso blog, social media o collaborazioni internazionali.

Le professioni del turismo sono tante e diverse, ma hanno un filo conduttore comune: l’arte di prendersi cura delle esperienze altrui. Che tu voglia raccontare la storia di un luogo, gestire una struttura d’eccellenza o aiutare altri a costruire il viaggio dei sogni, questo settore può offrirti un futuro pieno di possibilità. Basta iniziare con curiosità, passione e un pizzico di spirito d’avventura.

SULL'AUTORE
LEGGI LA SUA BIO
ALTRE SU
Università