Eduscopio: come si usa la piattaforma della Fondazione Agnelli per scegliere la scuola superiore

Indice FGA, percentuale di diplomati in regola, raggio chilometrico, doppia classifica fra università e lavoro: come si usa davvero Eduscopio per scegliere la scuola superiore in vista delle iscrizioni di gennaio.

di Daniele Particelli
6 luglio 2026
1 MIN READ

Negli ultimi dieci anni Eduscopio è diventato uno degli strumenti più consultati in Italia dalle famiglie che devono scegliere la scuola superiore. La piattaforma della Fondazione Agnelli, lanciata nel 2014, ha raccolto in dieci edizioni oltre tre milioni di utenti, e l’edizione 2025 pubblicata il 3 dicembre scorso ha analizzato i dati di un milione e trecentocinquantacinquemila diplomati di ottomilacentocinquanta scuole su tre anni scolastici. È uno strumento potente, gratuito, semplice nell’uso di base e ricco di informazioni concrete. Allo stesso tempo, però, è uno strumento che richiede di essere letto con metodo: chi consulta Eduscopio guardando solo la classifica generale o privilegiando un singolo indicatore rischia di trarre conclusioni sbagliate sulle scuole che sta valutando, con conseguenze concrete sulla scelta del proprio percorso di studi. Vediamo come si usa Eduscopio in modo davvero efficace, cosa misura davvero ciascun indicatore, quali sono le trappole da evitare e cosa nessuna classifica delle scuole è in grado di catturare.

Cos'è Eduscopio e quando si consulta

Eduscopio è un portale gratuito della Fondazione Giovanni Agnelli, ente di ricerca privato torinese, che ogni anno a fine novembre o inizio dicembre pubblica una nuova edizione dell’analisi sulle scuole secondarie di secondo grado italiane. Il progetto, coordinato attualmente da Martino Bernardi, si avvale di una vasta base dati amministrativi: l’Anagrafe Nazionale degli Studenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, i dati delle carriere universitarie del MUR, i dati delle carriere lavorative del Ministero del Lavoro. Per ogni diplomato vengono ricostruite le tappe successive (proseguimento universitario o ingresso nel mondo del lavoro), e a partire da queste informazioni vengono costruiti gli indicatori che misurano la capacità di ciascuna scuola di preparare i propri studenti.

La tempistica ideale per consultare Eduscopio coincide con il periodo che va dalla pubblicazione dell’edizione (inizio dicembre) all’apertura delle iscrizioni scolastiche (gennaio), perché è in quella finestra che le famiglie con figli in terza media devono prendere una decisione concreta sulla scuola superiore da scegliere. L’edizione attualmente disponibile è quella pubblicata a dicembre 2025, basata sui diplomati degli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, e resta vigente per tutto il 2026 fino alla pubblicazione della prossima edizione. Le iscrizioni 2026/2027 si aprono a gennaio 2026, ed Eduscopio è uno degli strumenti che il Ministero stesso consiglia, accanto al portale Scuola in Chiaro, per orientare la scelta. Per inquadrare meglio il contesto delle iscrizioni e come l’Italia sta scegliendo la scuola superiore in questo momento, vale la pena leggere la guida alle iscrizioni scolastiche 2026/2027, che entra nel merito dei numeri sulle scelte di indirizzo a livello nazionale.

Due classifiche, non una: prosecuzione universitaria e ingresso nel lavoro

Il primo aspetto che molte famiglie ignorano è che Eduscopio non è una classifica, ma due classifiche distinte costruite per misurare due cose diverse. La prima è la capacità di licei e istituti tecnici di preparare gli studenti agli studi universitari, ed è quella che riguarda la maggior parte degli studenti dei licei e una quota significativa degli studenti degli istituti tecnici (in media uno su tre prosegue con l’università). La seconda è la capacità di istituti tecnici e istituti professionali di preparare gli studenti all’ingresso nel mondo del lavoro, ed è quella che riguarda chi cerca un inserimento immediato dopo il diploma.

Le due classifiche hanno indicatori, criteri e logiche diverse, e capire quale si sta consultando è cruciale per non trarre conclusioni sbagliate. Per i licei la classifica di riferimento è una sola, quella orientata all’università, perché praticamente tutti i diplomati proseguono gli studi. Per gli istituti professionali la classifica di riferimento è quella orientata al lavoro, perché meno di uno studente su quattro prosegue all’università. Per gli istituti tecnici la situazione è la più complessa: ci sono entrambe le classifiche e vanno guardate entrambe in funzione di quello che si pensa di fare dopo il diploma. Un istituto tecnico che si posiziona bene nella classifica universitaria può collocarsi diversamente in quella lavorativa, e viceversa. Sono dimensioni che richiedono lenti diverse di lettura.

Come si consulta la piattaforma passo per passo

Il funzionamento di base di Eduscopio è semplice. Si accede al sito eduscopio.it, si sceglie fra i due percorsi principali (“prosecuzione universitaria” o “lavoro”), si inserisce la località di residenza o di interesse, si seleziona il raggio chilometrico di confronto (10, 20 o 30 chilometri attorno al punto inserito), si sceglie l’indirizzo di studio specifico (liceo classico, liceo scientifico, liceo scientifico opzione scienze applicate, liceo linguistico, scienze umane, artistico, istituto tecnico economico, istituto tecnico tecnologico, e così via). A questo punto compare la classifica delle scuole che corrispondono ai criteri scelti, con i punteggi e gli indicatori principali per ciascuna scuola.

Una funzione cruciale ma spesso trascurata è proprio quella del raggio di ricerca: il confronto fra scuole ha senso a livello locale, perché una famiglia di Bari raramente sceglie una scuola di Milano. Cambiando il raggio si modifica radicalmente l’insieme delle scuole confrontate, e in alcune zone di confine fra province il raggio scelto può includere o escludere scuole di un’area limitrofa che meritano effettivamente di essere considerate. Per chi vive in città medio-piccole vicine a un capoluogo, è utile esplorare diversi raggi per non perdere opzioni significative che si trovano poco oltre il proprio comune.

L'indice FGA: cosa misura e cosa non misura

Per la classifica delle scuole orientate all’università, l’indicatore principale è l’indice FGA, dall’acronimo della Fondazione Giovanni Agnelli che lo ha sviluppato. È un indicatore sintetico costruito a partire da due variabili relative al primo anno di università del diplomato: la media dei voti agli esami sostenuti e la percentuale di crediti formativi acquisiti rispetto a quelli previsti. Le due variabili sono normalizzate in una scala da 0 a 100 e pesano in egual misura, con un peso del 50% ciascuna, nel calcolo del punteggio finale. La logica è semplice: una scuola che prepara bene i propri studenti li mette nelle condizioni di prendere voti alti e di sostenere tutti gli esami previsti già al primo anno, evidenziando un’efficace transizione fra la preparazione scolastica e quella universitaria.

L’indice FGA è uno strumento serio, costruito su dati amministrativi reali e non su autovalutazioni, e per questo offre informazioni più affidabili di altri ranking basati su sondaggi reputazionali. Ha però due limiti importanti che vanno conosciuti. Il primo è che misura solo i diplomati che effettivamente vanno all’università, lasciando fuori dal calcolo gli altri (che in alcuni indirizzi tecnici sono la maggioranza): se di una scuola tecnica solo il 30% prosegue agli studi universitari, l’indice FGA dice qualcosa solo di quel 30%. Il secondo è che misura il primo anno di università, che è il più sensibile alla preparazione scolastica ma anche il meno indicativo della carriera universitaria complessiva: una scuola che prepara bene al primo anno potrebbe formare studenti che poi non riescono a mantenere il ritmo, e viceversa.

La quarta colonna: la percentuale di diplomati in regola

Accanto all’indice FGA, alla media dei voti e ai crediti ottenuti, ogni riga della classifica Eduscopio contiene un indicatore che molte famiglie trascurano sistematicamente: la percentuale di diplomati in regola. È un indicatore importante che misura, su 100 studenti iscritti al primo anno di quella scuola, quanti hanno conseguito il diploma cinque anni dopo senza ripetenze. Una percentuale alta significa che la scuola è inclusiva e che la maggior parte degli studenti porta a termine il percorso senza intoppi; una percentuale bassa significa che la scuola è più selettiva, con bocciature più frequenti e abbandoni più diffusi.

Il dato di per sé non è automaticamente positivo o negativo, e qui sta la sfida interpretativa più interessante di Eduscopio. Una scuola con FGA alto e percentuale di diplomati in regola alta è una scuola che prepara bene e accompagna efficacemente i propri studenti al diploma senza perdite per strada. Una scuola con FGA alto e percentuale di diplomati in regola bassa è una scuola altamente selettiva, che ottiene buoni risultati universitari ma a costo di un significativo tasso di selezione interna: prima di iscriversi vale la pena chiedersi se ci si sente pronti ad affrontare un contesto che boccia e fa abbandonare con una certa frequenza. Una scuola con FGA medio o basso ma percentuale di diplomati in regola alta è una scuola inclusiva con risultati universitari più modesti: può essere la scelta giusta per uno studente che ha bisogno di un contesto più di supporto, oppure può segnalare una scuola che non eccelle particolarmente nella preparazione. La combinazione FGA + diplomati in regola, letta insieme, dà un’immagine molto più ricca di quella che si ottiene guardando solo il punteggio della classifica.

Le scuole orientate al lavoro: indicatori specifici

Per gli istituti tecnici e professionali che preparano all’ingresso nel mondo del lavoro, Eduscopio usa indicatori diversi da quelli orientati all’università, perché la domanda di misurazione è diversa. L’indicatore principale è il tasso di occupazione, che misura la percentuale di diplomati che hanno lavorato almeno sei mesi nei due anni successivi al diploma (dal settembre dell’anno di diploma al settembre del secondo anno successivo). Accanto a questo, vengono mostrati altri indicatori che descrivono la qualità dell’inserimento lavorativo: la coerenza fra il titolo di studio conseguito e l’occupazione effettivamente svolta (quanti diplomati di un istituto tecnico per geometri lavorano effettivamente in cantiere o in studi tecnici), la stabilità del rapporto di lavoro (quanti hanno contratti a tempo indeterminato rispetto a contratti precari), la tipologia di settore in cui sono inseriti.

Anche qui ci sono nuance importanti da capire. Un istituto professionale del settore moda con un alto tasso di occupazione ma bassa coerenza fra titolo e lavoro forma diplomati che trovano lavoro facilmente ma non necessariamente nel settore per cui si sono formati: può essere un punto debole della scuola (non prepara abbastanza al proprio settore di riferimento) o un punto di forza (forma profili spendibili anche fuori dal settore specifico). Un istituto tecnico industriale con tasso di occupazione medio ma alta coerenza fra titolo e lavoro forma diplomati che trovano lavoro meno facilmente ma quasi sempre nel settore per cui si sono preparati: è il profilo classico di una scuola tecnica con un legame forte con il proprio distretto produttivo. Sono distinzioni che cambiano il significato concreto del punteggio in classifica.

Cinque trappole nella lettura di Eduscopio

Anche conoscendo gli indicatori, ci sono errori frequenti che vale la pena nominare per evitarli. La prima trappola è confondere “scuola che prepara bene all’università” con “buona scuola tout court”. Una scuola può avere un FGA eccellente e contemporaneamente avere problemi di clima interno, di rapporti fra studenti e docenti, di benessere generale. L’indice FGA misura un esito specifico (il primo anno di università), non la qualità complessiva dell’esperienza scolastica. La seconda trappola è guardare solo l’FGA senza la percentuale di diplomati in regola. Come abbiamo visto, la combinazione dei due dati è molto più ricca del singolo numero, e ignorare il secondo significa perdere informazioni importanti sull’inclusività della scuola.

La terza trappola è ignorare il raggio di confronto. Una scuola “prima” nella classifica con raggio di 10 chilometri può essere quinta o decima con un raggio di 30 chilometri, semplicemente perché entrano in classifica scuole di un capoluogo vicino. È bene esplorare diversi raggi per capire dove si colloca realmente la scuola di proprio interesse nel quadro territoriale più ampio. La quarta trappola è estrapolare dalle scuole orientate all’università giudizi sulle scuole orientate al lavoro. Una scuola tecnica può essere venticinquesima nella classifica per la prosecuzione universitaria e prima per l’inserimento lavorativo: se i tuoi figli puntano al lavoro, è quella la classifica da guardare, e non quella generale. La quinta trappola, più sottile, è pensare che la selettività sia automaticamente sinonimo di qualità. Una scuola che boccia molto non è automaticamente più rigorosa o più formativa: può essere semplicemente una scuola con un metodo didattico che non riesce a portare a termine il percorso una parte significativa dei propri iscritti, o una scuola che attira studenti già brillanti e non aggiunge molto al loro percorso. Il vero indicatore di qualità sarebbe il “valore aggiunto” della scuola (quanto migliora un determinato studente al netto del suo punto di partenza), che però non è misurato direttamente da nessun ranking attualmente disponibile in Italia.

Cosa Eduscopio non misura davvero

Anche usando bene gli indicatori, c’è una dimensione importante della scelta della scuola superiore che Eduscopio non può catturare per definizione. L’esperienza dello studente in classe (la qualità della relazione con i docenti, il clima della classe, il livello di stimolo intellettuale quotidiano) non è misurata da nessun indicatore: si vede solo frequentando, e si percepisce in modo molto diverso da studente a studente. Le esperienze extra-curricolari che le scuole offrono (qualità dei PCTO, scambi internazionali, certificazioni linguistiche, attività artistiche e sportive, viaggi di istruzione, partecipazione a olimpiadi disciplinari) non entrano nell’indice FGA, ma fanno una differenza significativa nella formazione di uno studente di scuola superiore. Il benessere psicologico durante il percorso, la qualità dell’amicizia che si costruisce con i compagni, la sensazione di appartenenza a un ambiente che si riconosce come “il proprio” sono dimensioni che nessun ranking misura ma che hanno effetti durevoli sull’esperienza adolescenziale e sulla maturazione personale.

Ci sono poi gli studenti con bisogni specifici (DSA, BES, disabilità) la cui esperienza non è catturata da Eduscopio, perché la piattaforma misura il diploma e la prosecuzione/lavoro su un campione di studenti che hanno completato il percorso secondo gli standard medi. Per uno studente con DSA, la scuola “migliore” in assoluto secondo l’FGA potrebbe essere meno adatta di una scuola con risultati più modesti ma con servizi di supporto specifici eccellenti, docenti formati sul tema, una cultura inclusiva diffusa. Sono informazioni che si raccolgono solo durante gli Open Day, parlando con i referenti dell’inclusione delle singole scuole, eventualmente con i genitori di altri studenti con bisogni simili.

SULL'AUTORE

Cresciuto a pane e tecnologia, muove i primi passi nell'editoria digitale dopo la laurea in cinema e nuovi media, specializzandosi nel raccontare le nuove tecnologie a 360 gradi e il loro impatto nella società, dall'alimentazione all'intrattenimento, dalla scienza all'ambiente.

Giornalista pubblicista, SEO Specialist e Social Media Manager, sempre pronto ad ampliare i propri orizzonti e con la valigia sempre pronta per scoprire il mondo con uno sguardo geek.

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