L’indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologie è uno degli undici percorsi del Settore Tecnologico degli Istituti Tecnici italiani, e probabilmente quello con l’identità laboratoriale più marcata. Chi lo sceglie passa una parte significativa dei propri cinque anni di scuola superiore a manipolare reagenti, osservare al microscopio, gestire strumenti di analisi strumentale, condurre esperimenti di chimica organica e di microbiologia, raccogliere e analizzare campioni ambientali. È il percorso più adatto a chi è attratto dalle scienze sperimentali, dal lavoro pratico al banco di laboratorio, dalla precisione delle misurazioni, e a chi pensa di costruirsi un futuro nei settori chimico-farmaceutico, biomedico, ambientale o agroalimentare. Vediamo nel dettaglio come è strutturato il quinquennio, quali sono le tre articolazioni possibili nel triennio, cosa si studia davvero in aula e in laboratorio, e dove porta dopo il diploma.
Cos'è l'indirizzo e come si colloca nel sistema
Chimica, Materiali e Biotecnologie è uno degli indirizzi del Settore Tecnologico degli Istituti Tecnici, accanto a Informatica e Telecomunicazioni, Costruzioni Ambiente e Territorio, Meccanica Meccatronica ed Energia, Elettronica ed Elettrotecnica, Sistema Moda, Grafica e Comunicazioni, Agraria Agroalimentare e Agroindustria, Trasporti e Logistica. Il percorso ha durata quinquennale, con un monte ore di trentadue settimanali e oltre mille ore annue di lezione, e si conclude con l’Esame di Maturità che rilascia il diploma di Perito in Chimica, Materiali e Biotecnologie, nella specifica articolazione scelta. Il diploma dà accesso a qualunque corso di laurea universitario, agli ITS Academy dei settori chimico-farmaceutico, biotecnologico e ambientale, e all’inserimento diretto nel mondo del lavoro.
Il profilo professionale ministeriale identifica il diplomato come un tecnico con competenze specifiche nei campi dei materiali, delle analisi strumentali chimico-biologiche, dei processi di produzione, e con competenze trasversali nella prevenzione e nella gestione delle situazioni di rischio ambientale e sanitario. È un profilo solido e ben riconoscibile dal mondo del lavoro, con una caratteristica distintiva: a differenza di altri indirizzi tecnici dove la componente teorica è preponderante, il Chimica, Materiali e Biotecnologie costruisce le proprie competenze attraverso il lavoro pratico di laboratorio, che occupa una quota molto significativa del monte ore complessivo. Chi non ama il banco di laboratorio difficilmente si trova bene in questo indirizzo, mentre chi vi si appassiona costruisce nei cinque anni un’abitudine al lavoro scientifico che si rivela molto preziosa nelle scelte successive, sia universitarie sia professionali.
Il biennio comune del Settore Tecnologico
I primi due anni dell’indirizzo coincidono con quelli degli altri indirizzi del Settore Tecnologico, una caratteristica che permette di rinviare la scelta dell’articolazione specifica a fine seconda con un margine di flessibilità interna alle scuole che ne offrono più di una. Il quadro orario settimanale si attesta a trentatré ore in prima e trentadue in seconda, distribuite fra materie di area generale e materie di area di indirizzo. Le prime comprendono Italiano (4 ore), Storia (2 ore), Lingua Inglese (3 ore), Matematica (4 ore), Diritto ed Economia (2 ore), Geografia (1 ora in prima), Scienze Motorie e Sportive (2 ore) e l’insegnamento della Religione cattolica o attività alternativa.
Le materie di area di indirizzo del biennio anticipano già il taglio scientifico-sperimentale del percorso. Le Scienze Integrate suddivise in Fisica (3 ore con compresenza in laboratorio), Chimica (3 ore con compresenza) e Scienze della Terra e Biologia (2 ore) sono particolarmente importanti per il futuro Chimica, Materiali e Biotecnologie, perché costruiscono le basi su cui si fonderà tutto il triennio. La compresenza in laboratorio, già presente fin dal primo anno, abitua progressivamente lo studente alla strumentazione di base, alle norme di sicurezza, alle procedure standardizzate. Tecnologie e Tecniche di Rappresentazione Grafica (3 ore con compresenza) introduce alle convenzioni del disegno tecnico, Tecnologie Informatiche (3 ore in prima) ai fondamenti dell’informatica applicata, mentre Scienze e Tecnologie Applicate (3 ore in seconda) ha funzione esplicitamente orientativa, presentando i contenuti caratterizzanti dei diversi indirizzi del Settore Tecnologico per facilitare la scelta consapevole del triennio.
Le tre articolazioni del triennio
A partire dal terzo anno il percorso si divide in tre articolazioni distinte, che condividono una parte del quadro orario ma differiscono significativamente nelle materie caratterizzanti e nei laboratori associati. L’articolazione Chimica e Materiali è quella più tradizionale dell’indirizzo, e si rivolge a chi è attratto dalla chimica industriale, dalla produzione di materiali, dai processi chimici di trasformazione, dall’analisi di composti e di leghe. Forma tecnici per l’industria chimica in senso ampio, dalla petrolchimica alla farmaceutica, dalla cosmetica all’alimentare, dal trattamento dei materiali plastici alle vernici industriali. All’interno di questa articolazione esiste un’opzione specifica, Tecnologie del Cuoio, attivata da scuole specializzate nei distretti conciari del Veneto (Arzignano), della Toscana (Santa Croce sull’Arno) e di altre aree, che forma profili dedicati alla concia delle pelli e al trattamento dei pellami per il settore moda.
L’articolazione Biotecnologie Sanitarie si rivolge a chi è attratto dal mondo della medicina di laboratorio, della microbiologia clinica, della diagnostica biomolecolare. Forma tecnici con competenze su sistemi biochimici, biologici, microbiologici e anatomici applicati alla salute umana, in grado di lavorare nei laboratori di analisi cliniche, nell’industria farmaceutica, nei centri di ricerca biomedica, sempre sotto la supervisione delle figure professionali abilitate (medici, biologi, tecnici di laboratorio biomedico). È l’articolazione che attrae più frequentemente gli studenti orientati alle facoltà sanitarie e mediche, anche se è importante chiarire che il diploma da solo non abilita a posizioni autonome nei laboratori clinici, per le quali serve un titolo accademico specifico.
L’articolazione Biotecnologie Ambientali è la più recente delle tre per consolidamento di identità professionale, e si rivolge a chi è interessato al monitoraggio dell’inquinamento, alla qualità delle acque, dell’aria e del suolo, ai processi di depurazione e di trattamento dei rifiuti, alla bonifica dei siti contaminati. Forma profili che trovano collocazione naturale nelle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA), negli studi di consulenza ambientale, negli impianti di depurazione e di trattamento rifiuti, nelle aziende del settore green e della sostenibilità ambientale. È un’articolazione coerente con la crescente attenzione del mercato del lavoro italiano ai temi della transizione ecologica e dell’economia circolare.
Le materie caratterizzanti
Nell’articolazione Chimica e Materiali, la materia principale è Chimica Analitica e Strumentale, con sette ore in terza, sei in quarta e otto in quinta, ed è la disciplina che diventa anche la seconda prova all’Esame di Maturità. Affronta le tecniche di analisi qualitativa e quantitativa (spettrofotometria UV-visibile, gascromatografia, cromatografia liquida ad alta prestazione, spettrometria di massa, assorbimento atomico) e introduce l’uso pratico degli strumenti che il diplomato troverà nel mondo del lavoro. Accanto a questa materia, Chimica Organica e Biochimica costruisce la conoscenza dei composti organici, delle loro reazioni e delle molecole biologiche, mentre Tecnologie Chimiche Industriali si occupa dei processi di produzione su scala industriale, dei bilanci di materia ed energia, dei principi dell’ingegneria chimica applicata.
Nell’articolazione Biotecnologie Sanitarie, le materie caratterizzanti sono diverse. La più importante è Igiene, Anatomia, Fisiologia, Patologia, con sei ore settimanali per ciascun anno del triennio, che affronta il funzionamento del corpo umano nei suoi aspetti normali e patologici, la microbiologia delle malattie infettive, l’epidemiologia, la prevenzione delle patologie. Biologia, Microbiologia e Tecnologie di Controllo Sanitario, con quattro ore per anno, approfondisce le tecniche di analisi microbiologica, la coltura cellulare, le tecniche di biologia molecolare di base (PCR, elettroforesi, Western blot). Chimica Organica e Biochimica completa il quadro con un focus sulle molecole biologiche e sui processi metabolici. L’integrazione fra le tre materie costruisce un profilo coerente per il lavoro nei laboratori biomedici e nell’industria farmaceutica.
Nell’articolazione Biotecnologie Ambientali, la materia principale è Biologia, Microbiologia e Tecnologie di Controllo Ambientale, con sei ore per ciascun anno del triennio, che affronta gli ecosistemi acquatici e terrestri, gli indicatori biologici di qualità ambientale, le tecniche di monitoraggio della biodiversità, i processi biologici di depurazione delle acque. Chimica Analitica e Strumentale, con quattro ore per anno, si concentra sull’analisi di matrici ambientali (acque, suoli, aria, rifiuti), Chimica Organica e Biochimica fornisce le basi molecolari, mentre Fisica Ambientale (due ore in terza e quarta, tre in quinta) approfondisce i fenomeni fisici legati all’ambiente e ai suoi monitoraggi (radiazione, acustica, idrogeologia).
Laboratori e compresenza: il cuore dell'indirizzo
Una caratteristica distintiva del Chimica, Materiali e Biotecnologie, che lo differenzia in modo netto sia dai licei sia dagli altri indirizzi tecnici, è il peso del lavoro di laboratorio. Nel triennio sono previste numerose ore di compresenza con l’Insegnante Tecnico-Pratico, una figura specializzata che lavora con gli studenti sul lato pratico della disciplina. Si studia teoria in aula e si verifica in laboratorio, in un alternanza che costruisce competenze davvero spendibili nel mondo del lavoro. Le aule attrezzate ospitano strumentazione professionale: spettrofotometri, gascromatografi, microscopi ottici ed elettronici, cappe di aspirazione, autoclavi, incubatori per colture cellulari, sistemi di elettroforesi, kit per la biologia molecolare. Le scuole più aggiornate, in particolare quelle nei distretti industriali con tradizione chimico-farmaceutica (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana), hanno strumentazioni di livello quasi universitario e accordi con aziende del territorio per la fornitura di materiali di consumo.
La sicurezza nei laboratori è una componente importante e trasversale di tutto il percorso. Lo studente impara fin dal biennio a riconoscere i pittogrammi di pericolo dei reagenti, a usare correttamente i Dispositivi di Protezione Individuale (camici, occhiali, guanti, mascherine), a gestire i rifiuti chimici secondo le normative del Decreto Legislativo 81/2008 e del regolamento europeo REACH. Sono competenze pratiche che diventano una seconda natura nel triennio e che sono direttamente spendibili nel primo lavoro, dove l’attitudine alla sicurezza laboratoriale è una delle prime cose che un datore di lavoro valuta in un neodiplomato.
PCTO in laboratorio e in azienda
I Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, obbligatori per almeno centocinquanta ore nel triennio, si svolgono in contesti diversi a seconda dell’articolazione scelta. Per gli studenti dell’articolazione Chimica e Materiali, le destinazioni tipiche sono le aziende chimiche, farmaceutiche, cosmetiche, alimentari del territorio, gli stabilimenti di trattamento dei materiali, i laboratori di controllo qualità. Per quelli dell’articolazione Biotecnologie Sanitarie, le destinazioni più frequenti sono i laboratori di analisi cliniche (in collaborazione con i tecnici di laboratorio biomedico), gli ospedali e gli IRCCS, le aziende farmaceutiche, i centri di ricerca biomedica. Per chi frequenta l’articolazione Biotecnologie Ambientali, le destinazioni privilegiate sono le ARPA regionali, gli impianti di depurazione, le aziende municipalizzate per il servizio idrico, le società di consulenza ambientale.
Sono opportunità che vanno valutate caso per caso durante gli Open Day, perché incidono in modo significativo sulla preparazione effettiva del diploma e sulla rete professionale che lo studente costruisce già durante la scuola. Alcuni istituti hanno consolidato negli anni rapporti con aziende del territorio che si trasformano regolarmente in opportunità di assunzione per i diplomati migliori, e questo è un valore aggiunto importante della singola scuola che non sempre è leggibile dalla brochure ufficiale.
La riforma 4+2 e il Settore Tecnologico
Anche il Chimica, Materiali e Biotecnologie è interessato dalla riforma introdotta dal Decreto-Legge 45 del 7 aprile 2025, convertito nella Legge 79 del 5 giugno 2025, e dal successivo Decreto Ministeriale 29 del 19 febbraio 2026, che sta ridefinendo l’architettura degli istituti tecnici a partire dall’anno scolastico 2026/2027. L’indirizzo ricade nel macrosettore tecnologico-ambientale, e per esso la riforma porta a un rafforzamento delle compresenze laboratoriali (particolarmente coerenti con l’identità dell’indirizzo), un più stretto legame con gli ITS Academy del settore chimico-farmaceutico e biotecnologico, e nuovi quadri orari più flessibili che le scuole possono adattare ai distretti produttivi del proprio territorio.
Per chi si iscrive oggi in prima superiore al Chimica, Materiali e Biotecnologie tradizionale, la scelta non cambia: il percorso resta di cinque anni e si conclude con la maturità. Per chi guarda alle scuole che offrono il modello sperimentale 4+2, ossia quattro anni di scuola secondaria seguiti da due anni di ITS Academy, vale la pena leggere con attenzione la guida alla riforma degli istituti tecnici, che chiarisce come distinguere ciò che cambia davvero nei curricoli da ciò che riguarda solo i percorsi sperimentali quadriennali.
Cosa fa un diplomato?
Per il diplomato dell’articolazione Chimica e Materiali, il mercato del lavoro principale è quello dell’industria chimica, farmaceutica, cosmetica e alimentare. Si entra come tecnico di laboratorio in reparti di controllo qualità (verifica delle materie prime e dei prodotti finiti), di ricerca e sviluppo (supporto allo sviluppo di nuove formulazioni), di produzione (gestione di processi industriali, conduzione di impianti automatizzati). Le imprese del settore concia, particolarmente per chi ha frequentato l’opzione Tecnologie del Cuoio, offrono opportunità nei distretti veneto e toscano. Il settore alimentare è un mercato consolidato che recluta diplomati per i propri laboratori di controllo qualità, di analisi sensoriale, di sviluppo prodotto. Gli stipendi di ingresso si attestano fra i 22.000 e i 28.000 euro lordi annui, con progressioni significative legate all’esperienza e alla specializzazione settoriale.
Per chi proviene dall’articolazione Biotecnologie Sanitarie, gli sbocchi diretti sono più limitati per via delle normative che riservano molte attività ai professionisti sanitari abilitati. Il diplomato può lavorare nei laboratori di analisi cliniche come supporto al Tecnico di Laboratorio Biomedico e al biologo (svolgendo mansioni preparatorie come la centrifugazione, l’aliquotazione, la conservazione dei campioni), nell’industria farmaceutica per il controllo qualità e il controllo microbiologico, nei centri di ricerca biomedica come tecnico di supporto. È un’articolazione che storicamente porta più frequentemente alla prosecuzione universitaria, in particolare verso il corso di Tecnico di Laboratorio Biomedico (L/SNT3), che permette di accedere alla professione sanitaria autonoma.
Per il diplomato dell’articolazione Biotecnologie Ambientali, il mercato è in espansione grazie alle politiche di transizione ecologica e ai finanziamenti del PNRR sui settori ambientali. Le ARPA regionali bandiscono regolarmente concorsi per tecnici, anche se l’accesso ai ruoli più qualificati richiede tipicamente il titolo universitario. Gli impianti di depurazione delle acque, le aziende municipalizzate per il servizio idrico integrato, le società di gestione dei rifiuti, gli studi di consulenza ambientale rappresentano i datori di lavoro più frequenti. Le aziende del settore green, dal biogas alle energie rinnovabili, dalla bonifica dei siti contaminati alla certificazione ambientale degli edifici, costituiscono un mercato in forte crescita con prospettive di carriera interessanti per chi sa specializzarsi nei prossimi anni.
Gli sbocchi universitari coerenti
Per chi sceglie l’università dopo il diploma, l’indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologie costituisce probabilmente la migliore preparazione possibile fra le scuole superiori italiane verso le facoltà scientifiche dell’area chimico-biologica. Per chi proviene dall’articolazione Chimica e Materiali, le scelte naturali sono Chimica (L-27), Chimica Industriale, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche o Farmacia (entrambe in LM-13 a Ciclo Unico), Ingegneria Chimica, Scienze e Tecnologie Alimentari. Il test di accesso più frequente è il TOLC-F per Farmacia e CTF: la guida al TOLC-F per Farmacia e CTF entra nel merito di struttura, sillabo e strategie di preparazione.
Per chi proviene dall’articolazione Biotecnologie Sanitarie, le strade più coerenti sono Medicina e Chirurgia (con il nuovo sistema del semestre filtro), Biotecnologie (L-2 e relative magistrali), Scienze Biologiche (L-13), Professioni Sanitarie e in particolare Tecnico di Laboratorio Biomedico (L/SNT3). Il TOLC-B è il test di accesso più richiesto per Biologia e Biotecnologie, e per orientarsi conviene partire dalla guida al TOLC-B per Biologia. Per chi proviene dall’articolazione Biotecnologie Ambientali, le scelte naturali sono Scienze e Tecnologie per l’Ambiente (L-32), Scienze Naturali, Scienze Geologiche, Scienze Forestali e Ambientali, Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Per chi guarda invece al settore agroalimentare, il TOLC-AV è il riferimento per Agraria e Medicina Veterinaria, approfondito nella guida al TOLC-AV.
Per chi cerca un’alternativa più rapida alla laurea quinquennale, gli ITS Academy del settore chimico-farmaceutico, biotecnologico e ambientale offrono percorsi biennali altamente specializzati, con tassi di occupazione molto alti e legame stretto con le aziende del settore. Le specializzazioni più frequenti includono produzione farmaceutica, biotecnologie industriali, gestione di processi chimici, sicurezza ambientale.

Cresciuto a pane e tecnologia, muove i primi passi nell'editoria digitale dopo la laurea in cinema e nuovi media, specializzandosi nel raccontare le nuove tecnologie a 360 gradi e il loro impatto nella società, dall'alimentazione all'intrattenimento, dalla scienza all'ambiente.
Giornalista pubblicista, SEO Specialist e Social Media Manager, sempre pronto ad ampliare i propri orizzonti e con la valigia sempre pronta per scoprire il mondo con uno sguardo geek.








