In principio fu l’università di Pavia che ormai più di 10 anni fa inaugurò il primo corso di Medicina e Chirurgia in lingua inglese riservato a poche decine di studenti e studentesse, da lì la seguirono altri atenei tanto che ad oggi il conto è salito fino a 12, 13 se contiamo Siena che offre in inglese il corso di Odontoiatria. E non stiamo tenendo conto delle Università Private.
Eppure spesso quando si pensa a questi corsi molti li considerano ancora un piano B, per noi di Alpha Orienta non è così. I motivi sono due, uno è facilmente intuibile; studiare, parlare, relazionarsi in quella che è universalmente riconosciuta come la lingua del mondo (e certamente lo è in ambito accademico) non solo è entusiasmante ma può aiutare e non poco a vivere esperienze formative e professionali fuori dall’Italia che sono occasioni fondamentali di crescita. Il secondo punto è quello che viene troppo spesso sottovalutato; la dimensione contenuta, quasi intima diremmo, delle “classi”. In molti atenei i posti per questo corso di laurea sono molto limitati, nell’ordine di 30, 40, 50 e questa situazione agevola notevolmente il rapporto tra professori e studenti, e quindi l’apprendimento delle nozioni, le relazioni tra le persone e lo scambio di punti di vista, detto in altre parole… studiare in pochi è meglio per la tua formazione! Quante volte avresti voluto fare una domanda ma ti sei trattenuto perché avevi vergogna a parlare davanti a una platea di 200 persone?
Ecco se ti abbiamo convinto a studiare medicina in lingua inglese, qui trovi tutto quello che devi sapere (oggi) per l’ammissione al corso di laurea!
- Quale test devo superare per immatricolarmi?
Per l’accesso al corso di Laurea devi sostenere un test che si chiama IMAT e a meno di stravolgimenti dell’ultimo minuto la prova prevede 12 domande a risposta multipla di cultura generale, 10 domande di logica,18 domande di biologia, 12 domande di chimica, 8 domande di matematica e fisica.
- La data del test
Siamo a metà maggio, la fine della scuola si avvicina eppure non abbiamo ancora l’ufficialità della data del test 2026 (che ricordiamo è sostenibile solo dagli studenti già diplomati). Temiamo ci vorrà ancora un po’ di pazienza. Per darti un orizzonte temporale possiamo dirti di non prendere impegni nei primi 15 giorni di settembre, lo scorso anno la prova è stata il 9 di settembre.
- Data del decreto e dei bandi di concorso
E’ come un domino, una volta mossa la prima tessera a cascata si muovono le altre: il decreto che stabilisce modalità della prova, argomenti e procedura d’iscrizione e posti disponibili verrà pubblicato solo dopo la comunicazione della data. E dopo il decreto, ogni ateneo pubblicherà sul proprio sito il bando di concorso che tra le altre cose specifica la procedura d’iscrizione. Che tempistiche prevediamo? Non abbiamo la sfera di cristallo ma immaginiamo dalla seconda metà di luglio in poi. Ti ricordiamo (e se hai dubbi chiedici) che la graduatoria è nazionale e potrai concorrere per i posti di tutti gli atenei.
- Iscrizioni al test
La procedura d’iscrizione al test la si perfeziona sul sito www.universitaly.it (non serve alcuna certificazione in lingua inglese) e la tassa di iscrizione, salvo cambiamenti, è di 130 euro. Controlla (oggi) che tutti i tuoi documenti siano in corso di validità! Al momento dell’iscrizione dovrai già indicare le preferenze per le sedi in cui desideri studiare, per prima scelta si intende la sede che è il tuo obiettivo principale.
Cosa fare adesso concretamente?
Inizia a studiare. Non serve aspettare il decreto per partire: le materie sono note e il vantaggio competitivo lo costruisci prima degli altri.
Allo stesso tempo, tieni sotto controllo i nostri canali ufficiali.
SULL'AUTORE

Da oltre 15 anni faccio un lavoro bellissimo; mi occupo di orientamento scolastico e universitario, lavorando a stretto contatto con studenti, scuole e università in tutta Italia. In Alpha Test ho sviluppato e coordinato progetti di orientamento, tenuto centinaia di incontri e contribuito a diffondere una cultura della scelta più consapevole. In Crossroads racconto l’orientamento come un percorso fatto di ascolto, strumenti concreti e domande giuste, con l’obiettivo di aiutare studenti e famiglie a trovare una direzione nel momento della scelta.
Mi piace da matti l'architettura brutalista (hai presente la torre Velasca di Milano?), girare nelle scuole di tutta Italia, fare tanti giri in bici e vedere ogni giorno le mie figlie crescere.
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