Psicologia all’università: triennale, magistrale abilitante e accesso alla professione

Dal 2023/24 la laurea magistrale in Psicologia è abilitante: il tirocinio è curricolare e con il titolo si ottiene direttamente l’accesso alla professione. Ecco una guida al percorso L-24 + LM-51, alla prova pratica valutativa e al regime transitorio per i laureati di vecchio ordinamento.

di Daniele Particelli
19 maggio 2026
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Studiare psicologia in Italia non significa più, come fino a pochi anni fa, completare la laurea magistrale, svolgere un anno di tirocinio post-lauream e affrontare un esame di Stato in due sessioni annuali. Dal 2021 il percorso è cambiato in profondità: la legge 8 novembre 2021, n. 163 ha incluso la psicologia tra le professioni con laurea abilitante, e i decreti interministeriali 567/2022 e 654/2022 ne hanno definito l’attuazione.

Dall’anno accademico 2023/2024, chi si iscrive alla magistrale in Psicologia (classe LM-51) consegue, con la laurea stessa, l’abilitazione all’esercizio della professione. Per chi sta scegliendo un percorso universitario, o per chi accompagna uno studente in questa scelta, è un cambiamento che merita di essere compreso nei dettagli, perché ridefinisce tempi, prove da superare e snodi decisionali lungo l’intero quinquennio.

La triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche (L-24)

Il percorso si apre con la laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche, classe L-24, attivata presso un’ampia rete di università italiane statali e telematiche. Si tratta di un corso a numero programmato, in quasi tutti gli atenei a livello locale, l’accesso al quale è regolato dal TOLC-PSI, il test online predisposto dal Consorzio CISIA. Il TOLC-PSI verifica competenze di comprensione del testo, ragionamento numerico, conoscenze di biologia, e include una sezione di inglese che, pur non concorrendo direttamente alla graduatoria, serve a valutare il livello linguistico in ingresso. Il test può essere sostenuto presso una qualsiasi delle università aderenti al consorzio CISIA, sia in presenza sia in modalità a distanza, ed è valido a livello nazionale: si concorre poi nelle graduatorie dei singoli atenei sulla base del miglior punteggio ottenuto. I posti disponibili variano significativamente da sede a sede, da poche centinaia a oltre cinquecento, ed è sempre il bando d’ateneo a fissare scadenze, modalità di iscrizione al concorso e criteri per gli eventuali obblighi formativi aggiuntivi.

La triennale fornisce gli strumenti di base della disciplina: psicologia generale, dello sviluppo, sociale, del lavoro, clinica e dinamica, accompagnate da metodologia della ricerca, statistica e psicometria, neuroscienze. Una novità rilevante, introdotta proprio in coerenza con il sistema delle lauree abilitanti, riguarda il tirocinio: a partire dall’a.a. 2023/2024, gli studenti dell’L-24 svolgono al terzo anno 10 CFU (250 ore) di tirocinio pratico-valutativo, che si sommeranno ai 20 CFU previsti dalla magistrale per raggiungere i 30 CFU totali richiesti per l’accesso alla prova abilitante. Si tratta di un’impostazione che integra fin dal primo ciclo la dimensione professionalizzante, anche se va sottolineato che la sola triennale non consente in alcun modo di esercitare la professione di psicologo.

La magistrale abilitante (LM-51). Cosa devi sapere

È con la magistrale in Psicologia, classe LM-51, che il percorso diventa abilitante. L’iscrizione, di norma a numero programmato locale, richiede il possesso di una laurea triennale coerente, in genere proprio l’L-24, e il superamento di una selezione che varia da ateneo a ateneo, spesso basata sul curriculum, sul voto di laurea triennale e su un colloquio o una prova scritta. La magistrale dura due anni e prevede 120 CFU complessivi, articolati in indirizzi che riflettono i grandi ambiti applicativi: clinica e di comunità, dello sviluppo e dell’educazione, del lavoro e delle organizzazioni, neuropsicologia, psicologia sociale, cognitiva applicata.

L’elemento che caratterizza la magistrale come abilitante è il tirocinio pratico-valutativo (TPV) interno al corso di studi. Per chi ha conseguito anche la triennale nel nuovo ordinamento, il TPV della magistrale ha durata di 500 ore pari a 20 CFU, che si aggiungono alle 250 ore già svolte nella triennale. Per chi proviene da una L-24 di ordinamento precedente, in cui le 250 ore non erano previste, l’intero monte di 30 CFU (750 ore) viene svolto durante il biennio magistrale. Il tirocinio si svolge sotto la supervisione di uno psicologo iscritto all’albo da almeno tre anni, presso strutture sanitarie pubbliche o private accreditate, enti pubblici, strutture del terzo settore o altri enti convenzionati. Il tutor compila un libretto e, al termine, esprime un giudizio di idoneità che condiziona l’accesso alla prova finale.

L’esame conclusivo della magistrale è composto da due momenti distinti: la prova pratica valutativa (PPV) e la discussione della tesi. La PPV verte sull’attività svolta durante il TPV, sui legami tra teorie e pratica professionale, sulla legislazione e la deontologia, ed è superata con un punteggio minimo di 60/100. Solo dopo aver superato la PPV si è ammessi alla discussione della tesi, e con il conseguimento del titolo si è automaticamente abilitati all’esercizio della professione. A quel punto resta un solo passaggio: l’iscrizione alla Sezione A dell’Albo professionale, gestita dagli Ordini regionali degli Psicologi, condizione obbligatoria per esercitare.

Il regime transitorio e la sezione B

Una nota importante per chi ha già intrapreso il percorso con i vecchi ordinamenti. I laureati LM-51 del previgente ordinamento non abilitante continuano ad accedere alla professione attraverso un TPV post-lauream di 750 ore e una successiva PPV organizzata dalle università. È un sistema transitorio destinato a esaurirsi gradualmente, e gli atenei stanno progressivamente limitando l’accesso al TPV ai soli propri laureati. Rimane invece la Sezione B dell’Albo, riservata a chi consegue la sola laurea triennale L-24 e svolge un tirocinio post-lauream di 500 ore in sei mesi continuativi, seguito dall’esame di Stato. La Sezione B abilita al titolo di “Dottore in tecniche psicologiche”, con un perimetro di attività più limitato rispetto allo psicologo, e rappresenta una scelta minoritaria nei percorsi reali degli studenti, dato che circa due laureati di primo livello su tre proseguono con la magistrale.

Gli sbocchi e le prospettive future

I dati AlmaLaurea sui laureati in psicologia disegnano un quadro in chiaroscuro. L’area psicologica è tra quelle in cui il tasso di occupazione a un anno dal titolo magistrale è inferiore alla media degli altri gruppi disciplinari, con retribuzioni mediamente più basse e tempi di ingresso più lunghi, sebbene la situazione tenda a stabilizzarsi nel medio periodo, a cinque anni dal titolo. Va aggiunto che la riforma delle lauree abilitanti, accorciando il percorso di un anno rispetto al passato e integrando il tirocinio nel curriculum, potrebbe favorire un ingresso più rapido nel mondo del lavoro, anche se gli effetti pieni saranno valutabili soltanto sui primi laureati abilitati del nuovo ordinamento.

Per chi è in fase di orientamento, la psicologia resta una scelta che richiede consapevolezza: solido interesse per la disciplina, disponibilità a un percorso di almeno cinque anni, attenzione fin dal terzo anno della triennale alla qualità delle esperienze di tirocinio e, frequentemente, la prospettiva di una formazione post-lauream specialistica, in particolare nell’ambito clinico, dove la psicoterapia richiede una scuola di specializzazione di durata quadriennale successiva alla laurea. Su questo passaggio, il racconto in prima persona di chi ha attraversato l’intero percorso è disponibile nella nostra intervista Come si diventa psicologi.

SULL'AUTORE

Cresciuto a pane e tecnologia, muove i primi passi nell'editoria digitale dopo la laurea in cinema e nuovi media, specializzandosi nel raccontare le nuove tecnologie a 360 gradi e il loro impatto nella società, dall'alimentazione all'intrattenimento, dalla scienza all'ambiente.

Giornalista pubblicista, SEO Specialist e Social Media Manager, sempre pronto ad ampliare i propri orizzonti e con la valigia sempre pronta per scoprire il mondo con uno sguardo geek.

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