Per tanti, l’inglese è una lingua da parlare. Per viaggiare, per lavorare all’estero, per fare networking. Ma spesso ci si dimentica che, nel mondo del lavoro, la prima impressione passa quasi sempre da qualcosa di scritto: un curriculum, un’email, una lettera motivazionale, un profilo LinkedIn. E se questi testi non funzionano, la candidatura si ferma prima ancora di cominciare.
Scrivere in inglese non significa “tradurre dall’italiano” o usare qualche frase standard trovata online. Significa comunicare in modo chiaro, professionale e credibile con qualcuno che non parla la tua lingua, ma che deve farsi un’idea di chi sei, di cosa sai fare e di come ti presenti.
Non serve essere madrelingua o perfetti nella grammatica. Ma serve essere efficaci. E l’efficacia, quando si scrive in inglese per candidarsi a un lavoro, non dipende da quanto è sofisticato il vocabolario che usi, ma da tre cose molto più semplici:
1) La chiarezza di quello che scrivi
2) L’ordine con cui lo presenti
3) L’attenzione che metti nei dettagli
Molte selezioni, oggi, avvengono su base internazionale o ibrida. Anche aziende italiane chiedono spesso di inviare il CV in inglese o di scrivere la lettera motivazionale in lingua. Se lavori in ambito tech, comunicazione, moda, ricerca, cooperazione internazionale, turismo o customer care, è molto probabile che ti venga chiesto di interagire per iscritto in inglese, fin dal primo contatto.
E non basta dire “ma tanto uso Google Translate”. Perché un recruiter o un manager che legge decine di CV al giorno lo capisce al volo se quello che ha davanti è stato copiato o incollato. E a quel punto, anche se hai tutte le competenze giuste, potresti non avere più una seconda occasione.
Saper scrivere bene in inglese, prima ancora che parlare bene, è uno dei modi più semplici e potenti per distinguerti. Ecco perché vale la pena imparare come si fa davvero e farlo passo dopo passo, anche se parti da zero o ti senti insicuro.
Prima regola: semplicità non è banalità
Molti pensano che scrivere in inglese in modo “professionale” significhi usare parole difficili, frasi complesse, magari anche qualche espressione che suoni più “alta”. Ma è un errore tipico — e molto italiano.
Quando si comunica in inglese per lavorare, la semplicità è una forza. Non vuol dire essere banali, vuol dire essere comprensibili. Se chi legge il tuo CV o la tua email non capisce subito quello che vuoi dire, non ci sarà una seconda lettura.
I recruiter e le persone che fanno selezione spesso leggono testi scritti da chi non è madrelingua. Ecco perché apprezzano chi riesce a scrivere in modo:
- chiaro (senza giri di parole)
- essenziale (senza informazioni inutili)
- concreto (con dati, risultati, esperienze reali)
Un esempio? Invece di scrivere: “I had the opportunity to develop various transversal and multidisciplinary skills during my academic journey…” è molto meglio scrivere: “I developed communication and teamwork skills during my university years, working on group projects and presentations”. La seconda frase è più semplice, ma anche più diretta e credibile.
Alcuni consigli pratici per scrivere chiaro:
- Usa frasi brevi. Una frase, una singola idea. Massimo due righe.
- Evita i falsi formalismi. Frasi come “With reference to your job posting…” vanno bene solo se usate con cognizione. Spesso è meglio qualcosa di più naturale, come “I’m writing to apply for the position of…”.
- Sostituisci parole generiche. Invece di “a good knowledge”, scrivi “an intermediate knowledge of Excel (pivot tables, charts)”.
- Evita di tradurre alla lettera. Espressioni come “I’m graduated”, “I have 24 years” o “In the ambit of…” suonano molto innaturali.
- Rileggi ad alta voce. Se una frase è troppo complicata da leggere, probabilmente è da riscrivere.
Scrivere semplice è difficile, ma si può imparare. E quando ci riesci, chi legge capisce subito chi sei e perché dovrebbe darti attenzione.
CV in inglese: ma cosa cambia rispetto a quello in italiano?
Scrivere un CV in inglese non significa solo tradurre quello italiano. Significa adattarlo a un modo diverso di raccontarsi, più sintetico, più orientato ai risultati, meno “narrativo”. E soprattutto: più centrato sul lavoro che si vuole fare, non solo su quello che si è fatto.
Molti CV Italiani cominciano con frasi lunghe, descrizioni di percorsi, elenchi di materie. In inglese, tutto questo suona dispersivo. Un buon CV in inglese è diretto, leggibile, concreto. Chi lo legge deve poter trovare subito:
- chi sei (profilo sintetico)
- cosa sai fare (skills, tools, lingue)
- cosa hai fatto (esperienze rilevanti)
- cosa puoi portare (risultati, obiettivi, soft skill)
La struttura base di un CV in inglese (internazionale)
E adesso vediamo quali sono le diverse sezioni di un CV in inglese.
- Personal Details
Nome, contatti, LinkedIn, eventualmente data di nascita e cittadinanza (solo se rilevanti per la posizione). - Professional Summary / Personal Statement
Un breve paragrafo iniziale (4-5 righe) dove racconti chi sei e cosa stai cercando. Non è un riassunto della tua carriera, ma una presentazione mirata.
Es. “Recent graduate in Communication with experience in content creation, social media and event coordination. Looking for an entry-level position in a dynamic team to grow and apply my skills”. - Key Skills / Core Competencies
Un elenco a punti di 5–8 competenze chiave: tecniche, linguistiche, digitali, trasversali. - Education
Ordine cronologico inverso, titolo in inglese, nome dell’università (con città e Paese), anni. Puoi includere la tesi se è coerente con il lavoro cercato.
Es. “Bachelor’s Degree in History and Philosophy – University of Bologna, Italy (2020–2023)” - Work Experience / Relevant Experience
Anche stage, tirocini, esperienze extracurricolari. Ogni voce dovrebbe avere:
– ruolo
– luogo e date
– 2–3 punti con risultati o attività chiave (“Organized a webinar with 100+ participants” è meglio di “Supported online events”). - Languages
Specifica il livello: native, fluent, intermediate, basic. Meglio ancora se indichi anche certificazioni (es. IELTS, TOEFL). - Other Information (facoltativo)
Corsi extra, premi, progetti personali, competenze digitali, volontariato, patente, ecc.
🇬🇧 UK vs 🇺🇸 US: occhio alle differenze
- In UK si dice CV, negli Stati Uniti Resume
- In UK è più accettata una presentazione “classica”, mentre in USA spesso si preferisce un CV di una pagina con forte focus sui risultati
- Il formato europeo (Europass) non è consigliato all’estero, tranne in alcuni contesti formali europei (istituzioni pubbliche, borse Erasmus)
Il CV in inglese non è un esercizio di stile. È uno strumento per farti leggere. E se riesci a raccontarti bene, anche senza grandi esperienze, è già un vantaggio.
Email professionale: come scrivere bene quando ti candidi o chiedi informazioni
Scrivere un’email professionale in inglese può sembrare semplice — basta un saluto, due righe e allegare il CV, no? In realtà, è proprio in quelle due righe che ti giochi la prima impressione. Un’email ben scritta dice molto di più di quanto pensi: mostra che sai essere chiaro, educato, preciso. Mostra che rispetti il tempo di chi ti legge — e questo, nel lavoro, conta tantissimo.
Quando serve una buona email
- Ti candidi per un’offerta di lavoro o uno stage
- Invi una candidatura spontanea
- Scrivi per chiedere informazioni su un’opportunità
- Mandi un follow-up dopo un colloquio o una risposta ricevuta
Struttura base di un’email efficace
1) Oggetto chiaro
Application for Marketing Internship – Your Name
Follow-up: Junior Designer Position – Interview on May 3rd
2) Saluto iniziale
- Se conosci il nome: Dear Ms Smith,
- Se non lo conosci: Dear Hiring Team,
- Evita formule obsolete come “To whom it may concern”, a meno che non sia proprio l’unica opzione.
3) Introduzione: chi sei e perché scrivi
My name is Marco Bianchi and I recently graduated in International Relations. I’m writing to apply for the Communications Assistant position recently posted on your website.
4) Corpo: cosa offri e perché ti interessa
During my studies, I gained experience in content creation, event organization and public speaking. I’m particularly interested in your organization’s focus on sustainability and youth engagement.
5) Chiusura: ringraziamento e invito all’azione
Please find my CV and cover letter attached. I’d be happy to provide further information or references if needed. Thank you for your time and consideration.
6) Firma
Best regards,
Marco Bianchi
+39 XXX XXX XXXX
marco.bianchi@email.com
LinkedIn: linkedin.com/in/marcobianchi
Errori da evitare
- Usare frasi “copiate e incollate” senza personalizzarle
- Fare errori di grammatica o punteggiatura (rileggi sempre!)
- Dimenticare allegati o firmare solo con il nome
- Scrivere testi troppo lunghi o vaghi
- Usare un tono troppo amichevole (Hi guys!) o troppo rigido (Hereby I send you…)
Suggerimenti utili
- Prepara una “base” ma adattala ogni volta
- Fai attenzione all’orario di invio (evita le 23:30…)
- Rileggi tutto ad alta voce prima di premere “send”
- Verifica che l’indirizzo del destinatario sia corretto
Una buona email non ti fa ottenere il lavoro. Ma una scritta male può farti scartare prima di iniziare.
Cover letter: breve, mirata, scritta per una persona
In tanti la scrivono solo perché è richiesta. Alcuni la copiano da modelli trovati online. Pochi la usano davvero per fare la differenza. Eppure, la cover letter (o lettera motivazionale) può essere un alleato potente, soprattutto quando hai poca esperienza o vuoi spiegare qualcosa che nel CV non si vede.
Non deve essere lunga, non deve essere letteraria. Deve parlare a chi la legge, spiegando in modo chiaro:
- perché ti interessa quella posizione
- perché pensi di poter dare un contributo
- perché scrivi proprio a quell’azienda o ente
Struttura di una cover letter efficace
1) Introduzione
I’m writing to apply for the position of Junior Marketing Assistant, as advertised on your website. I’m a recent graduate in Economics with a strong interest in digital communication and branding.
2) Corpo centrale (1 o 2 paragrafi)
Qui puoi spiegare:
- cosa ti ha colpito dell’azienda o del progetto
- quali esperienze hai fatto che ti preparano per questo ruolo
- come hai affrontato sfide simili o sviluppato competenze utili
During my university years, I managed social media accounts for a student association, increasing engagement by 40% in one year. I also completed a short course on content marketing, which helped me understand how to align strategy and creativity.
3) Conclusione
Mostra apertura, ringraziamento e disponibilità.
I would welcome the opportunity to contribute to your team and further develop my skills. Thank you for considering my application. I look forward to hearing from you.
Tre consigli chiave
- Personalizza ogni volta. Se sembra una lettera “valida per tutte le occasioni”, chi la legge se ne accorge.
- Evita di riscrivere il CV. La cover letter serve a integrare, non a ripetere.
- Scrivila pensando a chi la riceve. Cosa vorresti leggere se fossi dall’altra parte?
Errori comuni
- Frasi troppo vaghe: “I’m a passionate and motivated person” (meglio mostrare con esempi).
- Nessun riferimento al ruolo specifico: “I’m looking for an opportunity in your company” (quale, perché?).
- Troppa lunghezza: supera la mezza pagina solo se hai davvero cose rilevanti da dire.
Una buona cover letter fa una cosa sola: convince chi legge ad aprire il tuo CV con curiosità.
Errori da evitare: quelli che fanno scartare il tuo profilo al primo sguardo
Quando si invia un CV o una mail in inglese, l’obiettivo non è sembrare perfetti. È farsi capire. Eppure, ci sono errori così comuni (e così evitabili) che rischiano di rovinare tutto al primo colpo d’occhio. Chi legge non ha tempo di “interpretare” quello che volevi dire. E spesso bastano una o due sviste per farti finire nel mucchio degli scartati.
Gli errori più frequenti (e come evitarli)
- Traduzioni letterali dall’italiano
– “I’m graduated in Economics” → corretto: “I graduated in Economics”
– “I have 25 years” → corretto: “I’m 25”
– “In the ambit of this project…” → corretto: “As part of this project…”
Quando hai dei dubbi, cerca su siti in inglese reali (LinkedIn, Indeed) come vengono dette certe cose. - CV in formato Europass per offerte internazionali
– Spesso è troppo lungo, rigido e datato.
– Meglio usare un formato chiaro, in Word o PDF, con layout pulito e sezioni ben evidenziate. - Linguaggio troppo “da scuola” o troppo “Google Translate”
Frasi troppo formali o troppo scolastiche non funzionano.
“With reference to your esteemed company…”
“I remain at your disposal…”
Meglio un inglese semplice ma vivo:
“I’m writing to apply for…”
“Feel free to contact me if you need more details”. - Firma dimenticata o incompleta
Se non metti nome, email, telefono, LinkedIn… stai rinunciando a farti contattare. - Allegati con nomi generici
– Evita “cv_definitivo_nuovissimo.pdf”
– Usa invece: “CV_Name_Surname.pdf”, “CoverLetter_Name_Surname.pdf” - Copiare (male) da modelli online
– I recruiter ricevono migliaia di mail con le stesse tre frasi viste su internet.
– Se vuoi partire da un modello, bene. Ma adattalo alla tua storia, al tuo tono, alla posizione specifica.
In sintesi:
| Errore comune | Meglio fare così |
|---|---|
| “I’m graduated” | “I graduated” |
| CV Europass anonimo | CV sintetico e personalizzato |
| Linguaggio troppo formale | Inglese chiaro e diretto |
| Allegati senza nome | File nominati in modo professionale |
Chi seleziona non cerca la perfezione, cerca qualcuno che sappia comunicare. Un piccolo errore può far scattare un dubbio. Un messaggio chiaro, invece, può aprire una porta.
Come esercitarsi (da subito) per scrivere meglio in inglese
Non serve aspettare di avere un lavoro internazionale per iniziare a scrivere meglio in inglese. Basta allenarsi un po’ ogni giorno, con strumenti semplici ma efficaci.
- Iscriviti a newsletter in inglese
Scegli quelle che parlano di lavoro, innovazione, comunicazione:
– The Muse, WorkLife by Atlassian, LinkedIn Newsletter
– Ti aiutano a vedere come si scrive davvero in ambito professionale, con tono moderno. - Analizza email e annunci di lavoro reali
Cerca offerte su LinkedIn o Indeed (in inglese) e leggi come sono scritte. Studia la struttura, le parole usate, il tono. Imparerai molto anche senza candidarti. - Simula situazioni vere
– Scrivi un’email di candidatura finta, come esercizio.
– Crea una cover letter per un’azienda che ti interessa.
– Rileggile a voce alta o usale con un docente, un tutor o un madrelingua. - Usa gli strumenti giusti
– Grammarly: segnala errori, ma ti suggerisce anche alternative più naturali.
– DeepL Write: utile per riformulare frasi in inglese in modo fluido.
– Reverso Context: ti mostra come una frase viene usata in contesti reali.
– JobHero, Kickresume, Zety: siti con esempi di CV e cover letter ben fatti. - Sviluppa orecchio e memoria visiva
Più leggi inglese scritto bene, più ti resteranno in testa le strutture corrette. Non si tratta solo di “tradurre bene”, ma di pensare in inglese fin dall’inizio.
Scrivere bene in inglese è già farsi notare
Scrivere in inglese nel mondo del lavoro non è più una “cosa da esperti” o da chi fa carriera all’estero. È qualcosa che riguarda ormai quasi tutti i percorsi, anche quelli più locali. Vale per chi si candida a una multinazionale, certo, ma anche per chi vuole partecipare a un bando Erasmus, collaborare con una Ong, iscriversi a un master internazionale, entrare in una startup o in un’azienda che ha contatti fuori dall’Italia.
Eppure, molte persone continuano a considerare l’inglese scritto come un ostacolo insormontabile. “Non so da dove cominciare”, “ho paura di sembrare ridicolo”, “non ho mai fatto pratica vera”: tutte frasi comuni, comprensibili. Ma spesso sono solo una scusa per rimandare l’inizio di un percorso che, passo dopo passo, può diventare davvero accessibile.
Perché scrivere in inglese per lavoro non significa usare parole difficili o sembrare madrelingua. Significa comunicare bene, in modo chiaro e credibile. A volte basta un’email scritta con ordine per distinguerti. Un CV senza errori e con layout leggibile. Una cover letter che suoni umana, specifica, mirata. Non serve molto di più per fare una buona prima impressione.
In un mondo in cui tutti ricevono decine di messaggi al giorno, chi sa scrivere in modo efficace ha un vantaggio competitivo reale. Vale per chi fa il designer e vuole presentare il proprio portfolio, per chi lavora nel sociale e scrive progetti europei, per chi è alle prime esperienze ma vuole mostrarsi professionale fin da subito.
E il bello è che puoi iniziare ad allenarti anche prima di avere un’occasione concreta. Ogni messaggio che scrivi è un’occasione per imparare. Ogni modello che analizzi, ogni frase che riscrivi, ogni dubbio che chiarisci con un buon dizionario o un tool affidabile ti porta un passo avanti. Scrivere in inglese, oggi, è una skill trasversale. Una di quelle che ti accompagnano ovunque tu voglia andare.
E la buona notizia è che non dipende dal tuo talento o dal tuo background. Dipende da quanto sei disposto a fare esercizio. Da quanto sei disposto a farti capire. Perché, alla fine, comunicare bene è sempre il primo passo per farsi scegliere.
FAQ - Le domande che ti fai (e le risposte dirette)
Devo sempre scrivere tutto in inglese, anche se l’azienda è italiana?
No, non sempre. Ma se l’annuncio è in inglese o il contesto è internazionale, sì: usa l’inglese, almeno per CV e cover letter.
Meglio scrivere tanto per spiegarsi meglio?
No. Chi legge ha poco tempo: email e lettere troppo lunghe non vengono lette fino in fondo. Meglio essere chiari, brevi e mirati.
Posso usare frasi prese da ChatGPT o da un modello online?
Puoi, ma personalizzale. Se sembrano “copiate e incollate”, chi legge se ne accorge al volo. Meglio scrivere meno, ma farlo con parole tue.
Se non conosco il nome di chi leggerà la mail, cosa scrivo?
Evita formule antiquate come “To whom it may concern”.
Meglio: “Dear Hiring Team”, “Dear Admissions Office”, “Dear HR Department”.
Non ho esperienze internazionali. Posso comunque scrivere un CV in inglese?
Certo. È una buona idea se vuoi proporti per aziende globali, progetti Erasmus+, tirocini europei, Ong. L’importante è usare l’inglese in modo chiaro e coerente.







