Maturità 2026: come si svolgono le prove e cosa aspettarsi

La Maturità 2026 è la prima a recepire la riforma Valditara: cambia il colloquio, scendono i commissari, l’orale diventa obbligatorio. Tutto quello che serve sapere prima del 18 giugno.

di Daniele Particelli
11 giugno 2026
1 MIN READ

L’esame di Maturità 2026 è ormai questione di giorni: il 18 giugno alle 8.30 oltre cinquecentomila studentesse e studenti italiani si siederanno per la prima prova scritta, e con loro inizierà la prima sessione che applica davvero la riforma introdotta dalla legge 164 del 30 ottobre 2025. È un’edizione che cambia molto, dal nome dell’esame alla struttura del colloquio, dal numero dei commissari alle conseguenze della cosiddetta “scena muta”. Qui, a partire dall’Ordinanza Ministeriale 54 del 26 marzo 2026 e dal Decreto Ministeriale 13 del 29 gennaio 2026, mettiamo in fila tutto quello che serve sapere per arrivare in aula con il quadro chiaro: il calendario, la struttura delle singole prove, le regole pratiche del giorno dell’esame, le novità che si applicano per la prima volta in questa sessione.

Il calendario ufficiale delle prove

Il calendario è fissato dall’articolo 17 dell’ordinanza ministeriale ed è uguale per tutta Italia. La prima prova scritta di italiano si svolge giovedì 18 giugno 2026 a partire dalle ore 8.30, con una durata di sei ore. La seconda prova scritta, dedicata alla disciplina caratterizzante di ciascun indirizzo, è prevista per venerdì 19 giugno 2026. La terza prova scritta, riservata soltanto agli studenti dei percorsi EsaBac, EsaBac techno e dei licei con opzioni internazionali, si terrà giovedì 25 giugno 2026.

I colloqui orali partono al termine delle prove scritte, con calendario definito dalle singole commissioni sulla base di un sorteggio che stabilisce l’ordine tra le due classi abbinate e l’ordine alfabetico di convocazione dei candidati. Per chi non potrà sostenere le prove nelle date ordinarie per ragioni documentate, è prevista una sessione suppletiva: la prima prova suppletiva si svolgerà mercoledì 1° luglio 2026, la terza prova suppletiva martedì 7 luglio 2026.

Cosa succede prima delle prove: dal documento del 15 maggio alla plenaria del 16 giugno

L’esame, in realtà, comincia molto prima del 18 giugno. Il 12 maggio 2026 il Ministero ha pubblicato gli elenchi dei Presidenti di commissione, mentre il 15 maggio rappresenta una data nota a chiunque sia arrivato all’ultimo anno: entro quel giorno ciascun Consiglio di Classe ha depositato il cosiddetto “documento del 15 maggio”, la carta d’identità del percorso annuale che indica contenuti svolti, metodologie didattiche, criteri di valutazione e attività integrative. Su quel documento si baseranno i commissari, soprattutto quelli esterni, per impostare il colloquio.

Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno sono stati pubblicati gli elenchi nominativi dei commissari esterni e dei Presidenti assegnati a ciascuna sede. L’esame entra ufficialmente nella fase operativa il 16 giugno 2026 alle ore 8.30, con la riunione plenaria delle commissioni: in quella seduta il Presidente e i quattro commissari delle due classi abbinate definiscono gli aspetti organizzativi delle prove, fissano la data di inizio dei colloqui e sorteggiano l’ordine di precedenza tra le due classi e quello alfabetico di convocazione dei candidati. Da quel momento in poi i tempi diventano molto stretti, ed è anche per questo che molti studenti utilizzano le 48 ore tra la plenaria e la prima prova per un ripasso mirato sulle quattro materie del colloquio.

La prima prova di italiano: cosa aspettarsi il 18 giugno

La prima prova scritta resta nella sua struttura consolidata: sette tracce nazionali distribuite su tre tipologie. La tipologia A propone due tracce di analisi del testo, una in prosa e una in poesia, su autori della letteratura italiana dall’Unità d’Italia ad oggi. La tipologia B è dedicata all’analisi e produzione di un testo argomentativo a partire da un brano di ambito artistico, letterario, storico, filosofico, scientifico, tecnologico, economico o sociale, ed è proposta in tre tracce. La tipologia C, infine, riguarda la riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità ed è articolata in due tracce. Gli studenti hanno sei ore complessive per scegliere una traccia e sviluppare il proprio elaborato, in un arco di tempo che il Ministero ha confermato anche per il 2026.

Sul fronte pratico, il giorno della prima prova è indispensabile presentarsi con un documento di riconoscimento in corso di validità, quindi carta d’identità in formato cartaceo o elettronico, patente di guida o passaporto: senza documento non si accede all’aula. È consentito portare una o più penne blu o nere non cancellabili, ed è preferibile averne una di riserva. È ammesso anche il vocabolario di italiano e, per i candidati non madrelingua italiana, il vocabolario bilingue; non è invece consentito il dizionario dei sinonimi e contrari. I fogli protocollo vengono forniti dalla commissione, e usare carta personale comporta l’annullamento della prova. Smartphone, smartwatch, auricolari e qualsiasi dispositivo connesso alla rete vanno consegnati prima dell’ingresso in aula: il loro possesso durante la prova costituisce una delle violazioni più gravi previste dall’ordinanza.

La seconda prova del 19 giugno: la materia caratterizzante

La seconda prova è quella in cui ciascun indirizzo gioca davvero la sua identità. Le discipline oggetto della prova, una per ogni percorso di studi, sono state fissate dal Decreto Ministeriale 13 del 29 gennaio 2026, pubblicato dal ministro Giuseppe Valditara il 30 gennaio, e sono consultabili sul motore di ricerca ufficiale del Ministero dell’Istruzione e del Merito oltre che nell’area riservata della piattaforma Unica. La prova può assumere forme diverse, da quella scritta tradizionale a quella grafica, musicale o pratica, a seconda dell’indirizzo. Per i licei classici sarà ad esempio incentrata sulla traduzione, per i licei scientifici sulla matematica, per i licei artistici sull’esercitazione laboratoriale dei vari indirizzi.

Per gli istituti professionali la prova mantiene una fisionomia particolare, già introdotta con il riordino: si basa sulle competenze in uscita e sui nuclei fondamentali di indirizzo, valorizzando le attività laboratoriali e il legame con le filiere produttive. Anche qui le calcolatrici scientifiche e grafiche, dove previste dalla disciplina, devono rientrare nelle tipologie consentite dal Ministero, escludendo i modelli dotati di sistema CAS (Computer Algebra System) o di connessione a internet. Gli elenchi delle calcolatrici ammesse vengono pubblicati ogni anno dal MIM e variano sensibilmente per gli indirizzi che prevedono prove di matematica, fisica o tecnologia.

La terza prova del 25 giugno per gli indirizzi internazionali

La terza prova scritta, fissata per il 25 giugno, riguarda esclusivamente gli studenti dei percorsi EsaBac (doppio diploma italo-francese), EsaBac techno (la sua versione tecnica e professionale) e dei licei con opzioni internazionali, come quelli che rilasciano l’Abitur tedesco o titoli analoghi. La prova accerta le competenze nella lingua del paese partner e in una disciplina non linguistica veicolata in quella lingua, secondo le modalità definite dai protocolli internazionali siglati dall’Italia. Per la stragrande maggioranza dei maturandi italiani, quindi, dopo il 19 giugno il prossimo appuntamento sono direttamente i colloqui.

Il colloquio orale: quattro materie, una riflessione iniziale, obbligatorietà

Il colloquio orale è il punto in cui la riforma 2025 si fa sentire di più. La prima novità è che le materie del colloquio non sono più tutte quelle del quinto anno, ma quattro discipline individuate ogni anno dal MIM con apposito decreto: il già citato DM 13/2026 le ha fissate per la sessione di quest’anno. Italiano e la disciplina della seconda prova fanno sempre parte delle quattro, alle quali si aggiungono altre due materie caratterizzanti dell’indirizzo. Le quattro materie sono affidate ai quattro commissari che, insieme al Presidente, costituiscono la commissione.

La seconda novità riguarda l’apertura del colloquio. Nelle scorse edizioni l’esame partiva da un documento, un’immagine o uno spunto scelto dalla commissione, una pratica che molti studenti percepivano come arbitraria e che ha generato dibattito negli anni. La riforma elimina questo passaggio: il colloquio si apre invece con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum dello studente, il documento che ciascun maturando deve compilare in piattaforma Unica e che dal 2026 riporta anche gli esiti delle prove INVALSI. La durata complessiva del colloquio si attesta fra i 40 e i 60 minuti.

La terza novità, e quella più discussa, è l’obbligatorietà del colloquio. Dal 2026 chi rifiuta di sostenere attivamente l’orale non consegue il diploma, indipendentemente dai voti ottenuti negli scritti e dal credito scolastico accumulato. La norma nasce come risposta diretta a un fenomeno limitato sul piano numerico ma molto discusso nel 2025, quando alcuni studenti avevano scelto la cosiddetta “scena muta” come forma di protesta nei confronti del modello d’esame. Secondo i dati ufficiali del MIM, sui 524mila ammessi alla Maturità 2025 i casi documentati di scena muta sono stati cinque, lo 0,001% del totale; nondimeno il legislatore ha ritenuto necessario chiudere quella possibilità, con un articolo dedicato dell’ordinanza che disciplina conseguenze e procedure.

La nuova commissione a cinque membri

Anche la commissione cambia volto. Fino al 2025 era composta da sette docenti, tre interni e tre esterni più il Presidente esterno. Dal 2026 i membri scendono a cinque: due commissari interni, due commissari esterni e un Presidente esterno. La scelta segue la riduzione del numero di materie del colloquio, dato che ciascun commissario presidia una disciplina, e mira a snellire la gestione organizzativa delle prove. Per gli studenti questo significa rapporti più diretti con un numero ridotto di figure, ma anche un peso specifico maggiore di ciascun commissario nella valutazione finale.

Crediti, punteggi e il bonus che ora scatta da 90

Il voto finale resta espresso in centesimi e si compone, come prima, di tre elementi: il credito scolastico maturato nel triennio, che può arrivare fino a 40 punti, il punteggio della prima prova fino a 20 punti, quello della seconda prova fino a 20 punti, e il punteggio del colloquio fino a 20 punti, per un totale teorico di 100 punti. La novità qui è il cosiddetto “bonus”: fino a tre punti aggiuntivi che la commissione può assegnare ai candidati particolarmente meritevoli. Dal 2026 la soglia per accedere al bonus scende da 97 a 90 punti, ampliando significativamente la platea di chi può ottenerlo. Il vantaggio è soprattutto psicologico, perché restituisce alla commissione un margine di valorizzazione che negli anni precedenti era stato compresso.

Resta determinante il voto di comportamento. Un voto inferiore a sei non consente l’ammissione all’esame e comporta direttamente la bocciatura; un voto pari a sei impedisce alla commissione di attribuire il punteggio più alto della fascia di credito di appartenenza. Si tratta di un meccanismo introdotto dalla riforma sulla condotta del 2024 e che, applicato per la prima volta in modo sistematico in sede d’esame, contribuisce a quel “peso inedito” che la riforma assegna agli aspetti relazionali del percorso scolastico, come abbiamo ricostruito nella guida pratica sulla nuova disciplina del voto in condotta.

Dopo la Maturità: le scelte che si aprono

Nei giorni successivi alla pubblicazione dei voti, fra fine giugno e primi di luglio, si aprirà la fase decisiva per le scelte post-diploma. Per chi punta all’università, l’estate è scandita dalle date dei test TOLC e dalle scadenze di immatricolazione, che ogni ateneo definisce in autonomia perché non esiste un calendario nazionale unico, come ricostruito nella guida alle iscrizioni 2026/2027. Per chi guarda alla facoltà di Medicina, gli appuntamenti chiave restano legati al semestre filtro e alla graduatoria unica nazionale, su cui abbiamo costruito la guida completa all’accesso 2025/2026. Per chi invece sta valutando alternative all’università, dagli ITS Academy ai percorsi di lavoro qualificato, conviene iniziare a informarsi già prima della pubblicazione dei voti, perché molte selezioni hanno scadenze estive.

In questi giorni, allora, le domande utili da farsi non riguardano solo l’esame in sé, ma anche cosa verrà dopo. Hai già un’idea di cosa vorresti fare a settembre, o stai usando le ultime settimane di scuola per provare a chiarirla? Conosci le scadenze dei test e delle immatricolazioni del corso che ti interessa? Hai parlato con qualcuno del tuo percorso, un docente, un orientatore, un familiare, oppure stai cercando di decidere da solo? L’esame di Maturità è un momento importante, ma è anche, e forse soprattutto, una porta verso scelte che ti accompagneranno molto più a lungo.

SULL'AUTORE

Cresciuto a pane e tecnologia, muove i primi passi nell'editoria digitale dopo la laurea in cinema e nuovi media, specializzandosi nel raccontare le nuove tecnologie a 360 gradi e il loro impatto nella società, dall'alimentazione all'intrattenimento, dalla scienza all'ambiente.

Giornalista pubblicista, SEO Specialist e Social Media Manager, sempre pronto ad ampliare i propri orizzonti e con la valigia sempre pronta per scoprire il mondo con uno sguardo geek.

LEGGI LA SUA BIO
ALTRE SU
Istruzione superiore