Esperienze internazionali: come lavorare nelle istituzioni UE o in organizzazioni ONU

Dagli stage retribuiti della Commissione Europea ai programmi ONU per giovani professionisti: requisiti, selezioni e strategie per avviare una carriera nelle organizzazioni internazionali.

di Anna Castiglioni
13 febbraio 2026
1 MIN READ

Lavorare in un’organizzazione internazionale rappresenta un’opportunità unica per chi desidera contribuire a livello globale e confrontarsi con contesti multiculturali. L’interesse verso le istituzioni dell’Unione Europea e le agenzie delle Nazioni Unite è cresciuto negli ultimi anni, non solo per il prestigio che queste esperienze garantiscono, ma anche per l’impatto concreto che possono avere su temi come i diritti umani, la sostenibilità, la cooperazione allo sviluppo o la sicurezza internazionale.
Accedere a questi ambienti, però, richiede una buona preparazione, una conoscenza precisa dei percorsi disponibili e una certa dose di strategia, soprattutto nei primi passi. Esistono diverse vie di accesso, a partire dagli stage fino ai concorsi internazionali, ognuna con caratteristiche e requisiti specifici.

Stage nelle istituzioni europee

Le istituzioni dell’Unione Europea offrono programmi di tirocinio retribuito che si svolgono principalmente a Bruxelles, Lussemburgo o in altre sedi dell’UE. Gli stage sono rivolti a neolaureati o giovani con un background accademico coerente con le attività dell’istituzione ospitante. Ogni organismo ha modalità di selezione differenti, ma generalmente vengono richieste una laurea triennale almeno, la conoscenza approfondita di una lingua ufficiale dell’Unione e una seconda lingua a livello funzionale.
I tirocini durano in media cinque mesi e si svolgono in due cicli all’anno. Sono un’opportunità concreta per acquisire competenze sul funzionamento dell’UE, osservare da vicino il processo decisionale europeo e iniziare a costruire una rete professionale internazionale. L’accesso è competitivo, ma ben strutturato, e il processo di candidatura avviene online attraverso portali ufficiali.

Stage nelle Nazioni Unite

Anche il sistema ONU mette a disposizione numerosi programmi di tirocinio presso le sue agenzie, fondi e programmi, sia nelle sedi centrali che in uffici decentrati in tutto il mondo. A differenza dell’UE, molti tirocini presso le Nazioni Unite non prevedono una retribuzione, anche se alcune agenzie hanno avviato forme di compenso parziale o sostegno logistico.
Per candidarsi, è necessario essere iscritti a un corso universitario o aver completato gli studi da poco. Vengono richieste capacità analitiche, flessibilità, una buona conoscenza della lingua inglese e, in alcuni casi, del francese o di altre lingue ufficiali ONU. I tirocini variano per durata, ambito e requisiti, ma sono accomunati da un alto livello di selettività. È importante monitorare costantemente i siti ufficiali delle singole agenzie, dove vengono pubblicate le offerte di stage con cadenza regolare.

Concorsi per posizioni fisse nell’Unione Europea

Per chi aspira a una carriera stabile all’interno delle istituzioni UE, il percorso principale è rappresentato dai concorsi pubblici gestiti da EPSO, l’ufficio europeo per la selezione del personale. Questi concorsi sono aperti a cittadini dell’Unione e si suddividono in vari gradi a seconda del titolo di studio e dell’esperienza professionale.
La selezione avviene attraverso prove scritte, test di logica e competenze linguistiche, e una fase finale di assessment. Il processo può essere lungo e richiede una preparazione mirata, soprattutto per familiarizzare con la struttura delle prove e il livello richiesto. Una volta superato il concorso, si entra in una graduatoria da cui le istituzioni possono attingere per coprire posizioni aperte nei propri organici.

Concorsi e contratti nelle Nazioni Unite

L’ONU, invece, utilizza un sistema differente, basato su vacancy specifiche pubblicate sui siti delle varie agenzie. Non esiste un unico concorso centralizzato, ma piuttosto un insieme di bandi aperti su base continua o periodica. Le selezioni prevedono l’invio di una candidatura motivata e dettagliata, spesso accompagnata da un processo di screening e da colloqui a distanza.
Per profili giovani, esistono programmi mirati come lo Young Professionals Programme (YPP), che seleziona annualmente candidati di Paesi membri non sufficientemente rappresentati nel personale ONU. Questo percorso richiede una laurea, conoscenza avanzata dell’inglese o del francese, ed esperienza o formazione coerente con i settori d’intervento dell’organizzazione. I contratti iniziali sono spesso a tempo determinato, con possibilità di proroga e sviluppo di carriera.

Cosa considerare prima di candidarsi

Intraprendere un percorso internazionale richiede consapevolezza e pazienza. Non basta una forte motivazione: è necessario conoscere a fondo i requisiti, adattare il proprio curriculum agli standard richiesti e, spesso, affrontare una lunga attesa prima di ottenere una risposta. Tuttavia, queste esperienze, anche brevi, possono rappresentare un investimento importante in termini di crescita personale e professionale, aprendo la strada ad altri contesti di cooperazione internazionale, diplomazia o policy-making.
Per aumentare le possibilità di accesso, può essere utile affiancare alle candidature una preparazione mirata, partecipare a corsi specifici e cercare occasioni di networking nel settore. Le opportunità ci sono, ma vanno cercate con metodo, attenzione e una buona dose di perseveranza.

Competenze richieste per accedere ai tirocini internazionali

Per candidarsi con successo a uno stage nelle istituzioni europee o nelle agenzie delle Nazioni Unite, non è sufficiente un buon curriculum accademico. È fondamentale dimostrare un insieme di competenze trasversali e linguistiche che rispecchino le esigenze di un ambiente multilaterale. In primo luogo, viene richiesta una conoscenza solida della lingua inglese, che rappresenta la lingua di lavoro principale in entrambi i contesti. Nelle istituzioni UE è indispensabile anche la padronanza di una seconda lingua ufficiale dell’Unione, con livelli minimi specificati nei bandi. Nelle agenzie ONU, invece, può essere un vantaggio la conoscenza del francese, così come di altre lingue ufficiali delle Nazioni Unite.

Dal punto di vista delle competenze pratiche, è importante saper comunicare in modo chiaro, lavorare in team internazionali, gestire compiti complessi in autonomia e rispettare scadenze strette. A queste si aggiungono la capacità di analisi, l’adattabilità e una certa familiarità con gli strumenti digitali utilizzati negli uffici pubblici o nei progetti multilaterali. Anche se non sempre richiesta formalmente, una conoscenza di base delle istituzioni ospitanti, del loro funzionamento e delle politiche internazionali di riferimento, può fare la differenza nella selezione.

I profili più ricercati combinano solide competenze accademiche, apertura interculturale e motivazione a contribuire a obiettivi collettivi. In fase di candidatura, è importante saper valorizzare le esperienze personali e formative in modo coerente con i valori e le priorità dell’organizzazione scelta, mettendo in evidenza il potenziale contributo che si può offrire all’interno di un contesto internazionale.

Cosa si fa durante un tirocinio nelle istituzioni europee e nelle Nazioni Unite

I tirocini nelle istituzioni internazionali non si limitano a un ruolo di osservazione. Fin dal primo giorno, i tirocinanti sono coinvolti in attività reali che contribuiscono al funzionamento quotidiano dell’organizzazione ospitante. Nelle istituzioni europee, come la Commissione o il Parlamento, i compiti variano molto in base all’ufficio di assegnazione, ma includono spesso la preparazione di documenti di lavoro, la partecipazione a riunioni interne o esterne, l’elaborazione di ricerche su tematiche legislative, economiche o sociali, e il supporto alle attività di comunicazione istituzionale. Alcuni tirocinanti seguono da vicino i processi decisionali, analizzano proposte di legge, raccolgono dati utili per la redazione di report e partecipano alla preparazione di eventi, conferenze o consultazioni pubbliche.

Anche nelle agenzie delle Nazioni Unite i compiti sono concreti e orientati al supporto operativo. A seconda della sede e del mandato dell’agenzia, i tirocinanti possono essere coinvolti in attività di analisi dati, redazione di documenti, traduzione e revisione di testi, gestione di progetti sul campo, mappatura delle risorse locali o assistenza tecnica a iniziative umanitarie, ambientali, educative o legate allo sviluppo sostenibile. In contesti più operativi, i tirocinanti affiancano team già attivi sul territorio, contribuendo all’organizzazione di workshop, missioni o attività di sensibilizzazione. Nelle sedi centrali, invece, il lavoro è spesso più analitico o strategico, e richiede capacità di sintesi, scrittura professionale e attenzione ai dettagli.

In entrambi i casi, si lavora in ambienti multiculturali e dinamici, dove l’uso quotidiano di più lingue, il rispetto delle procedure interne e la collaborazione con colleghi da tutto il mondo fanno parte della routine. I tirocinanti non sostituiscono posizioni stabili, ma sono considerati risorse a pieno titolo e, in molti casi, viene loro affidato un progetto specifico da seguire e sviluppare nel corso del tirocinio. Questo permette non solo di mettere in pratica le proprie competenze, ma anche di produrre risultati tangibili da inserire nel proprio percorso professionale.

Gli ambiti tematici del lavoro nelle istituzioni europee e nelle Nazioni Unite

Le istituzioni internazionali operano su una vasta gamma di temi, ciascuno con approcci e obiettivi specifici. Per chi si candida a un tirocinio, conoscere questi ambiti è essenziale per orientare la propria scelta in modo coerente con il percorso di studi, le competenze personali e l’interesse professionale.
Uno dei settori più presenti è quello dei diritti umani, che comprende attività di monitoraggio, redazione di report, supporto a campagne contro discriminazioni e violenze, e promozione dell’uguaglianza di genere. Nei tirocini legati a questo ambito, si lavora spesso con documenti normativi internazionali, si analizzano dati sulla protezione delle minoranze e si collabora con altri organismi impegnati nella tutela dei diritti fondamentali.

Molto ampio anche il settore dello sviluppo sostenibile, che nelle Nazioni Unite ruota attorno agli Obiettivi dell’Agenda 2030. Qui le attività spaziano dalla raccolta di dati ambientali e sociali, all’elaborazione di strategie per la riduzione della povertà, fino al supporto a progetti in campo energetico, sanitario o agricolo. I tirocinanti possono affiancare team che lavorano su progetti locali, contribuendo all’analisi dei bisogni, alla valutazione degli impatti o alla comunicazione dei risultati.

Il tema della cooperazione internazionale e dell’aiuto umanitario è presente soprattutto nelle agenzie ONU che operano in contesti di crisi. In questo ambito si può essere coinvolti nella gestione logistica di interventi di emergenza, nel coordinamento tra attori locali e internazionali, oppure nella preparazione di missioni di valutazione sul campo. La capacità di lavorare sotto pressione, in ambienti complessi e interculturali, è particolarmente valorizzata.

Altro ambito rilevante è quello della governance, delle politiche pubbliche e delle relazioni istituzionali. Nelle istituzioni europee, questo significa contribuire all’analisi di politiche in materia economica, sociale, ambientale o digitale, valutando il loro impatto e partecipando al processo di regolazione. I tirocinanti supportano l’elaborazione di documenti strategici, la preparazione di consultazioni pubbliche o il monitoraggio legislativo.

C’è poi il settore della comunicazione e dell’informazione pubblica, trasversale a molte istituzioni. Qui il lavoro si concentra sulla redazione di contenuti per il pubblico, la gestione dei social media, l’organizzazione di eventi o campagne di sensibilizzazione. È un ambito adatto a chi ha competenze di scrittura, capacità di sintesi e familiarità con i linguaggi digitali.

Infine, esistono ambiti più tecnici, come l’economia, il commercio internazionale, la finanza pubblica o la giustizia internazionale, che richiedono competenze specialistiche e sono spesso collegati a funzioni di analisi, revisione di dati e supporto legale. In tutti questi settori, i tirocini rappresentano un’occasione per entrare in contatto diretto con i meccanismi decisionali e operativi della cooperazione multilaterale, e per contribuire concretamente al lavoro quotidiano delle organizzazioni internazionali.

Percorsi di studio più richiesti nei diversi ambiti tematici

Sebbene molti tirocini internazionali siano aperti a candidati con background diversi, ci sono percorsi di studio che risultano più richiesti in base all’ambito tematico in cui si opera. Avere una formazione coerente con il settore d’interesse non è solo un vantaggio in fase di selezione, ma permette anche di contribuire in modo più efficace durante il tirocinio.

Nel settore dei diritti umani e della cooperazione internazionale, sono particolarmente apprezzati i percorsi in scienze politiche, relazioni internazionali, diritto internazionale, studi umanitari e sociali. Chi ha una preparazione in questi ambiti ha spesso familiarità con i meccanismi normativi, i trattati, e le sfide etiche e culturali che accompagnano il lavoro multilaterale in difesa dei diritti fondamentali.

Per chi punta al settore dello sviluppo sostenibile, della cooperazione tecnica e delle politiche ambientali, sono molto richieste lauree in economia dello sviluppo, scienze ambientali, ingegneria, agraria, geografia, sanità pubblica e altre discipline scientifiche o tecniche. Anche le scienze sociali sono considerate valide se combinate con esperienze pratiche o specializzazioni legate alla sostenibilità e alla resilienza climatica.

Nel campo della governance europea, delle politiche pubbliche e delle relazioni istituzionali, le lauree in scienze politiche, studi europei, giurisprudenza, economia e pubblica amministrazione offrono una base solida. In questo contesto è utile avere familiarità con il diritto dell’Unione Europea, il funzionamento delle istituzioni comunitarie e i processi decisionali multilivello.

Per chi è interessato all’ambito della comunicazione istituzionale, delle relazioni pubbliche e della sensibilizzazione, sono ricercati profili provenienti da scienze della comunicazione, giornalismo, marketing, digital media, traduzione e interpretariato. Qui contano molto anche le competenze pratiche: capacità di scrivere in modo chiaro, saper usare strumenti digitali, gestire contenuti multilingue e adattare i messaggi a pubblici diversi.

Infine, nei settori più tecnici come l’economia internazionale, la finanza pubblica, il commercio globale o la giustizia internazionale, si cercano candidati con una solida formazione in economia, finanza, statistica, giurisprudenza, relazioni economiche internazionali o scienze attuariali. Per ruoli che prevedono l’analisi di dati o l’uso di software specialistici, sono apprezzati anche laureati in discipline STEM, purché in grado di muoversi in contesti interculturali.
A prescindere dal percorso accademico, ciò che viene valutato è la coerenza tra studi, interessi personali e obiettivi professionali. Le esperienze formative, i corsi complementari e l’impegno in attività extracurriculari possono fare la differenza nel dimostrare una reale motivazione e una preparazione solida per affrontare il contesto internazionale.

Altri percorsi per iniziare una carriera internazionale

Accanto agli stage e ai concorsi nelle grandi istituzioni, esistono diversi programmi pensati per facilitare l’ingresso dei giovani in contesti multilaterali. Si tratta di opportunità meno note ma molto strutturate, spesso promosse da governi nazionali o organizzazioni sovranazionali, che permettono di avvicinarsi concretamente al mondo della cooperazione, della diplomazia e delle relazioni internazionali.

Tirocini MAECI-CRUI

Il programma di tirocini promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con le università italiane, consente a studenti iscritti a corsi di laurea magistrale o a ciclo unico di svolgere un periodo di formazione presso sedi diplomatiche, consolati, rappresentanze permanenti o istituti italiani di cultura. I tirocini sono curricolari, durano alcuni mesi e non prevedono una retribuzione da parte del MAECI, anche se molte università offrono forme di sostegno economico. L’esperienza si svolge in ambienti diplomatici, richiede una buona preparazione linguistica e rappresenta un primo contatto concreto con le dinamiche della politica estera italiana.

Programma JPO – Junior Professional Officer

Questo programma si rivolge a giovani laureati interessati a lavorare nelle agenzie delle Nazioni Unite e in altre organizzazioni internazionali. È finanziato dal MAECI e gestito in collaborazione con il Dipartimento degli Affari Economici e Sociali dell’ONU. I partecipanti vengono assegnati a posizioni professionali di livello iniziale per un periodo di due anni, con la possibilità di proseguire la carriera all’interno dell’organizzazione ospitante. Per candidarsi è necessario avere una laurea magistrale, un’ottima conoscenza dell’inglese e, in molti casi, del francese. Il processo di selezione è competitivo, ma ben strutturato e rivolto a profili con una forte motivazione internazionale.

Tirocini presso agenzie multilaterali

Numerose organizzazioni internazionali offrono programmi di tirocinio indipendenti dai canali istituzionali UE o ONU. Tra queste ci sono l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, il Consiglio d’Europa, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, e altri enti specializzati attivi nei settori della giustizia internazionale, della sicurezza, dei diritti umani o della finanza globale. I requisiti variano da un’agenzia all’altra, ma in genere sono richiesti una laurea coerente con l’ambito di lavoro e una buona padronanza della lingua inglese. La durata dei tirocini è variabile e spesso non è previsto un compenso, ma queste esperienze offrono un accesso diretto a contesti professionali di alto livello.

Blue Book Traineeship

Il Blue Book è il programma di tirocinio ufficiale della Commissione Europea. Si svolge due volte l’anno, dura cinque mesi ed è aperto a laureati di qualsiasi Paese dell’Unione. I candidati selezionati vengono inseriti nelle diverse direzioni generali della Commissione e partecipano alle attività quotidiane delle istituzioni. La selezione è molto competitiva e si basa su criteri accademici, linguistici e motivazionali. A differenza di altri stage europei, il Blue Book prevede una retribuzione mensile, che rende questa opportunità accessibile anche a chi non dispone di risorse economiche personali. È spesso considerato un trampolino per futuri incarichi all’interno dell’UE.

Young Professionals Programme delle Nazioni Unite

Lo YPP è un concorso annuale rivolto a giovani cittadini di Paesi selezionati dall’ONU, con l’obiettivo di rafforzare la diversità geografica tra il personale delle Nazioni Unite. I candidati devono avere una laurea in una delle aree indicate dal bando, conoscere fluentemente l’inglese o il francese, e superare una selezione strutturata in più fasi. Il programma offre contratti iniziali come funzionari internazionali, con possibilità di crescita interna. L’Italia non è sempre tra i Paesi ammessi, per cui è fondamentale monitorare con attenzione ogni nuova edizione del concorso.

Intraprendere un’esperienza nelle istituzioni europee o nelle organizzazioni delle Nazioni Unite non è un percorso immediato, né uguale per tutti. Richiede preparazione, costanza e una buona capacità di orientarsi tra regole, scadenze e requisiti diversi. Ma è anche un’occasione concreta per misurarsi con ambienti di lavoro strutturati, internazionali e orientati al confronto tra competenze e culture. Per chi ha interesse verso il lavoro pubblico a livello globale, questi percorsi rappresentano un punto di partenza utile, spesso decisivo, per capire meglio il proprio ruolo possibile all’interno delle sfide comuni.

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