Università, iscritti in aumento del 19% in dieci anni: il boom delle telematiche ridisegna il sistema

L’università italiana cresce. E lo fa con numeri che meritano attenzione.

di Gabriele Capasso
23 febbraio 2026
1 MIN READ

Secondo il quinto Rapporto dell’Osservatorio MHEO, tra l’anno accademico 2014/2015 e il 2024/2025 gli iscritti sono aumentati del +18,9%, superando i 2,03 milioni di studenti nei 92 atenei italiani. Se si considera l’intera istruzione terziaria – università, AFAM e ITS Academy – il sistema arriva a 2,13 milioni di iscritti distribuiti in 403 istituzioni.

È una crescita significativa per un Paese che storicamente ha pochi laureati rispetto alla media europea. Ma non è una crescita uniforme. Anzi.

Il dato che cambia lo scenario: +460,5% per le telematiche

Il confronto tra il 2015 e il 2025 racconta una realtà molto diversa a seconda della tipologia di ateneo:

  • Università statali: +2,7%
  • Università non statali: +30,9%
  • Università telematiche: +460,5%
  • Totale sistema universitario: +18,9%

Il dato che rompe gli equilibri è quel +460,5%. Le università telematiche non sono più una nicchia: sono uno dei motori principali della crescita complessiva del sistema.

Undici atenei online riconosciuti dal MUR, titoli con pieno valore legale, un’offerta formativa ormai ampia e trasversale. Ma non tutte funzionano allo stesso modo, non hanno la stessa struttura didattica, né lo stesso livello di tutoraggio o organizzazione degli esami.

Per orientarsi tra gli atenei ufficialmente riconosciuti e capire cosa li distingue davvero, è utile partire dalla guida completa alle 11 università telematiche riconosciute dal MUR disponibile qui.

La crescita quantitativa è evidente. La qualità e l’aderenza al proprio profilo restano una scelta individuale.

Nord in crescita, Sud in difficoltà

L’aumento degli iscritti non è omogeneo sul territorio. Il Nord cresce, il Sud arretra.

Nel dettaglio:

  • Nord: +15,5%
  • Centro: +6,2%
  • Sud e Isole: -10,58%

La frattura territoriale è netta.

Le regioni che guadagnano più studenti in termini assoluti e percentuali sono:

  • Lombardia: +37.165 iscritti
  • Emilia-Romagna: +31.014
  • Marche: +29%
  • Veneto: +16%

In difficoltà invece:

  • Campania: -21.482
  • Abruzzo: -24%
  • Basilicata: -25%
  • Calabria: -16%

Il dato territoriale è centrale: sempre più studenti si concentrano nei grandi poli universitari del Centro-Nord, mentre nel Mezzogiorno si registra una contrazione significativa.

In questo squilibrio le università telematiche diventano anche una risposta geografica: permettono di studiare senza trasferirsi, riducendo il peso di affitti e costi di mobilità. Ma la scelta non è solo logistica.

Non basta dire “online”: le differenze sono sostanziali

La crescita delle telematiche non significa che siano tutte equivalenti.

Alcuni atenei hanno valutazioni ANVUR pienamente soddisfacenti e un’impostazione accademica più rigorosa. Altri puntano su flessibilità estrema, appelli frequenti, piattaforme intuitive e percorsi compatibili con chi lavora a tempo pieno. Cambiano i modelli didattici, cambia la gestione degli esami, cambia il livello di assistenza.

La classifica 2025 delle università online mette a confronto qualità didattica, struttura organizzativa, reputazione e flessibilità, offrendo una bussola utile per chi deve scegliere:.

Il punto non è trovare “la migliore in assoluto”, ma capire quale sia coerente con il proprio tempo, il proprio obiettivo e il proprio metodo di studio.

Il fattore economico: rette da 1.200 a oltre 4.000 euro

Un altro elemento che pesa nella crescita delle telematiche è il costo.

Le rette annuali possono variare in modo sensibile: si parte da circa 1.200 euro fino a superare i 4.000 euro l’anno, a seconda dell’ateneo e delle convenzioni attive. Ma il prezzo pubblicato non è sempre il costo finale del percorso.

Incidono tasse di immatricolazione, eventuali costi per sedi d’esame, certificazioni e servizi aggiuntivi. Per questo il confronto va fatto sull’intero ciclo di studi, non sulla cifra promozionale.

Per un’analisi dettagliata delle rette e delle differenze economiche tra atenei, è disponibile l’approfondimento sull’università telematica più economica in Italia.

Una crescita che anticipa una sfida

Se il sistema universitario registra un +18,9% in dieci anni, il futuro resta complesso. L’inverno demografico è alle porte: meno giovani significherà meno potenziali matricole. Nel frattempo, oltre 50mila studenti italiani studiano in altri Paesi europei, a fronte di circa 18.500 studenti europei in Italia.

La sostenibilità del sistema passerà dalla capacità di attrarre studenti, trattenere i propri e offrire percorsi compatibili con un mercato del lavoro che richiede aggiornamento continuo.

Il +460,5% delle telematiche non è solo un numero. È il segnale che il modo di accedere all’università sta cambiando. E che la scelta non è più semplicemente “dove studiare”, ma “come studiare” — e a quali condizioni.

SULL'AUTORE
Gabriele Capasso è un giornalista, consulente e produttore di contenuti con una lunga esperienza nel giornalismo digitale. Ha lavorato per quasi vent’anni in Blogo.it, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità: da managing editor dell’area sport a vicedirettore, fino a diventare direttore responsabile dal 2020 al 2025. In questi anni ha coordinato team editoriali, gestito strategie SEO, pianificazione a lungo termine e attività di formazione, con particolare attenzione all’evoluzione del giornalismo online e ai modelli di business.
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