Quando arriva il momento di scegliere la scuola superiore, molti studenti (e genitori) si trovano davanti a un bivio. Liceo? Istituto tecnico? Professionale? Ma c’è anche un’altra opzione, forse meno conosciuta ma ricca di potenzialità: l’indirizzo “Made in Italy”, un percorso formativo tutto italiano che punta a valorizzare le eccellenze del nostro Paese.
Un indirizzo nato per valorizzare il saper fare italiano
L’indirizzo “Made in Italy” è stato introdotto nel 2023 con l’obiettivo di formare studenti capaci di promuovere i settori produttivi tipici italiani: dalla moda all’agroalimentare, dal design alla meccanica di precisione. Un percorso che fonde conoscenze culturali e competenze pratiche, preparando i giovani a diventare ambasciatori della qualità italiana nel mondo del lavoro o nel proseguimento degli studi. Questo indirizzo si sviluppa in diverse modalità: può essere attivato come liceo del Made in Italy oppure integrato in istituti tecnici e professionali, con declinazioni specifiche come “Industria e artigianato per il Made in Italy”. In ogni caso, l’obiettivo è lo stesso: formare una nuova generazione consapevole del valore delle nostre eccellenze produttive e culturali.
Il Liceo del Made in Italy
Introdotto ufficialmente dal Ministero dell’Istruzione nel 2023, il liceo del Made in Italy è un nuovo percorso liceale pensato per coniugare la formazione culturale tipica dei licei con una forte attenzione al mondo produttivo italiano. È un indirizzo che integra discipline umanistiche e scientifiche – come letteratura italiana, storia, diritto, matematica – con materie economiche e settoriali legate al sistema delle imprese italiane. Si studiano infatti economia aziendale, marketing, commercio internazionale, cultura d’impresa e sostenibilità.
Il liceo punta a formare giovani consapevoli del valore delle eccellenze italiane e capaci di interpretarle in chiave moderna e internazionale. È pensato per studenti curiosi, interessati sia alle dinamiche culturali che economiche, e che magari un domani desiderano proseguire all’università in ambiti come economia, scienze politiche, comunicazione, design o relazioni internazionali. Anche se ha un’impronta più “concreta” rispetto ad altri licei, il percorso mantiene una solida base teorica, ideale per chi vuole tenere aperta la porta degli studi universitari. È stato attivato in oltre 90 scuole italiane nel suo primo anno di vita, con una distribuzione ampia, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud.
Le materie nel Liceo del Made in Italy
Il Liceo del Made in Italy propone un’offerta formativa che unisce la preparazione culturale tipica dei licei a una solida base economico-giuridica e a contenuti legati alla realtà produttiva italiana. È pensato per chi desidera una formazione ampia e trasversale, con la possibilità di proseguire facilmente gli studi universitari.
Nel biennio iniziale, gli studenti affrontano materie comuni a molti licei: italiano, storia e geografia, matematica, inglese, scienze naturali, diritto ed economia, scienze motorie, religione o attività alternative. Fin qui, il percorso somiglia a quello di un liceo economico-sociale o scientifico. La vera particolarità emerge nel triennio, quando si introducono insegnamenti caratterizzanti, pensati per offrire una visione completa del Made in Italy. Tra le materie distintive ci sono:
- Diritto dell’impresa, per capire come funziona una realtà produttiva e quali sono le regole che ne guidano l’operato.
- Economia politica e aziendale, con un focus sulle dinamiche di mercato, sulla gestione delle risorse e sul funzionamento delle imprese italiane.
- Marketing e comunicazione, per imparare come si valorizza e si racconta un prodotto italiano, in Italia e all’estero.
- Cultura del Made in Italy, una disciplina trasversale che comprende elementi di storia dell’arte, del design, della moda e dell’agroalimentare.
- Tecnologie digitali e sostenibilità, per leggere le trasformazioni in atto nei processi produttivi e nei modelli di consumo.
Non mancano progetti interdisciplinari, uscite didattiche, incontri con imprese e professionisti del settore. L’obiettivo non è solo imparare concetti teorici, ma comprendere il legame tra cultura, impresa e identità nazionale.
Differenze con altri indirizzi liceali
Rispetto a un liceo classico o scientifico, il Made in Italy offre un approccio più applicato e interdisciplinare. Le materie teoriche non mancano, ma vengono affiancate da contenuti legati all’impresa, alla produzione e alla valorizzazione dei prodotti tipici. È un liceo che dialoga con il mondo del lavoro, senza rinunciare a una solida preparazione culturale.
Confrontato con un istituto tecnico o professionale, invece, mantiene un respiro più ampio e teorico, lasciando più spazio alla prosecuzione degli studi universitari. Gli istituti professionali, ad esempio, sono spesso più orientati al “fare” e all’inserimento diretto nel mondo del lavoro. Il liceo del Made in Italy rappresenta una via di mezzo interessante: unisce concretezza e visione strategica, radicamento nel territorio e apertura internazionale.
Istituti tecnici e professionali Made in Italy
Accanto al liceo, esistono anche percorsi tecnici e professionali legati al Made in Italy, già presenti da diversi anni e oggi valorizzati alla luce della nuova attenzione verso questo settore. Tra questi, l’indirizzo più rappresentativo è senza dubbio quello di “Industria e artigianato per il Made in Italy”, presente negli istituti professionali, ma anche alcuni percorsi tecnici a indirizzo economico o tecnologico integrano oggi una forte componente legata alla produzione italiana.
Questi percorsi si concentrano maggiormente sul saper fare, con tante ore di laboratorio, progetti pratici, alternanza scuola-lavoro e un contatto diretto con le imprese del territorio. Gli studenti imparano a conoscere i materiali, i processi produttivi, le tecniche di lavorazione e le modalità con cui un prodotto viene ideato, realizzato e venduto, sia in Italia che all’estero. In base alla scuola, l’indirizzo può avere un focus sulla moda, sull’agroalimentare, sul design, sulla meccanica o su altri settori chiave della produzione italiana. Questi istituti sono pensati per chi desidera entrare subito nel mondo del lavoro o proseguire con un percorso di specializzazione tecnica, come gli ITS. Offrono competenze molto concrete e immediatamente spendibili, mantenendo comunque la possibilità di accedere all’università.
Le materie negli Istituti tecnici e professionali Made in Italy
Negli istituti tecnici e professionali, il percorso Made in Italy assume una forma più concreta e laboratoriale. Le materie sono pensate per sviluppare competenze operative, ma sempre all’interno di una cornice culturale e tecnologica. Nel biennio, la struttura è simile a quella degli altri istituti: italiano, matematica, inglese, diritto ed economia, scienze integrate, tecnologia, informatica, disegno tecnico e laboratorio. Fin dall’inizio, però, gli studenti iniziano a prendere confidenza con strumenti e linguaggi tipici del mondo produttivo.
Nel triennio, le materie si differenziano in base alla specializzazione scelta. Per esempio:
- nell’indirizzo moda, si studiano tecniche di produzione e confezione, progettazione del prodotto moda, studio dei materiali tessili, design e modellistica, oltre a strategie di promozione del brand.
- Nell’ambito agroalimentare, si affrontano materie come scienze e tecnologie alimentari, trasformazione dei prodotti agricoli, sicurezza e tracciabilità alimentare, marketing agroalimentare e commercio internazionale.
- Nel settore artigianato e design, si imparano lavorazioni artistiche, progettazione CAD, analisi dei materiali, produzione artigianale e industriale, packaging e sostenibilità, con una forte componente creativa.
Uno degli aspetti più importanti è la presenza costante dei laboratori e dei progetti pratici, spesso in collaborazione con aziende locali. Gli studenti non si limitano a studiare i processi, ma li vivono direttamente: creano, progettano, producono e presentano i loro lavori. Infine, è prevista un’ampia attività di alternanza scuola-lavoro (PCTO), con stage e tirocini formativi. Questo aiuta i ragazzi a maturare competenze trasversali, conoscere il mondo del lavoro e capire quale direzione prendere dopo il diploma.
Dove si può studiare il Made in Italy
Il percorso è attivo in oltre novanta scuole distribuite su quasi tutto il territorio nazionale. In particolare, l’offerta è molto presente in regioni come la Sicilia, la Lombardia e il Lazio, che contano il maggior numero di istituti autorizzati. Seguono la Puglia, le Marche e la Calabria, con un numero crescente di scuole che hanno scelto di investire in questo nuovo indirizzo.
Anche regioni come l’Abruzzo, la Toscana, il Piemonte, la Liguria e il Veneto hanno già attivato alcune sezioni, mentre realtà più piccole come il Molise, l’Umbria, la Basilicata e la Sardegna stanno muovendo i primi passi. In alcune zone, come la Campania, si attende l’avvio nei prossimi anni, segno di un interesse crescente ma ancora in fase organizzativa. L’elenco delle scuole aggiornato può essere consultato direttamente sulla piattaforma del MIM Unica, che fornisce una mappa interattiva per regione.
Cosa fare dopo il diploma
Il Made in Italy è ideale per chi ha una mentalità aperta e creativa, ama il bello e la qualità, ed è curioso di capire come nasce un prodotto e come si racconta al mondo. È un indirizzo dinamico, connesso al tessuto produttivo del territorio, adatto a chi desidera tenere aperte più strade: impresa, comunicazione, export, università. Dopo aver concluso questo percorso, le possibilità sono numerose. Molti studenti possono inserirsi direttamente nel mondo del lavoro, trovando spazio in aziende del settore moda, agroalimentare, design o turismo di qualità. Altri scelgono percorsi post-diploma come gli ITS, per specializzarsi in ambiti legati al marketing del prodotto, all’internazionalizzazione delle imprese o alla comunicazione. Naturalmente, il diploma consente anche l’accesso all’università, in particolare in facoltà come economia, design industriale, scienze della comunicazione o ingegneria gestionale. Si tratta di un percorso che, pur fortemente ancorato al mondo produttivo, non chiude nessuna porta sul piano accademico.
I settori chiave del Made in Italy
Il Made in Italy non è solo uno slogan: è una realtà che abbraccia numerosi comparti nei quali l’Italia eccelle. L’indirizzo scolastico riflette questa varietà, offrendo contenuti trasversali e specialistici in base al settore di riferimento.
Nel settore della moda, ad esempio, gli studenti imparano a conoscere il processo creativo e produttivo che porta alla realizzazione di un capo, approfondendo anche le strategie di comunicazione e marketing che rendono un brand riconoscibile nel mondo. L’Italia, da Milano a Firenze, è da sempre sinonimo di eleganza, qualità e innovazione in questo ambito.
Nel campo agroalimentare, il percorso aiuta a capire la filiera produttiva, dalle materie prime alle certificazioni di qualità, e prepara a valorizzare le produzioni locali in chiave sostenibile e internazionale. Il food italiano, con i suoi marchi DOP e IGP, è uno dei principali ambasciatori del nostro Paese nel mondo. Non manca poi l’attenzione al design, alla manifattura tecnologica e all’artigianato evoluto. Si studiano i materiali, i processi di produzione, l’innovazione applicata alle lavorazioni tradizionali. L’obiettivo è formare figure in grado di coniugare estetica e funzionalità, tipicità e innovazione.
Il Made in Italy è molto più di un’etichetta: è un’identità che si costruisce e si rinnova ogni giorno. Scegliere questo percorso significa scommettere su ciò che rende l’Italia unica nel mondo. Significa credere in un’educazione che valorizza la creatività, l’innovazione e la cultura d’impresa. Se sogni di contribuire al futuro dell’eccellenza italiana — che sia con le mani, con la mente o con le idee — questo indirizzo può essere l’inizio di un bel viaggio.






