Il Decreto Ministeriale n. 941 del 10 luglio 2026 definisce le regole di accesso a Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria e Medicina Veterinaria per il prossimo anno accademico. Le iscrizioni sono aperte su Universitaly dal 13 luglio e si chiudono il 3 agosto alle 18:00. Non si tratta di una nuova riforma: il decreto raccoglie in un unico testo la disciplina finora dispersa nei sei provvedimenti del 2025 (i DM 418, 431, 454, 557, 754 e 1115) e la stabilizza, introducendo però alcuni correttivi che pesano concretamente su chi si prepara.
L’impianto resta quello che conosciamo: iscrizione libera, un semestre comune con tre insegnamenti, esami nazionali identici in tutta Italia, graduatoria di merito e accesso al secondo semestre. Vediamo cosa è cambiato davvero.
Le date del semestre filtro 2026/2027
È la novità più attesa, e il decreto la fissa nero su bianco. Il primo appello si terrà giovedì 10 dicembre 2026, dalle ore 11:00, con pubblicazione degli esiti il 23 dicembre. Il secondo appello è fissato per lunedì 11 gennaio 2027, sempre dalle 11:00, con esiti il 20 gennaio.
Rispetto al 2025/2026 il calendario si allunga in modo significativo. Le lezioni partono il 1° settembre e devono concludersi almeno dieci giorni prima del primo appello: significa un semestre di didattica vero, non il bimestre compresso dell’anno scorso, quando le prove cadevano il 20 novembre e il 10 dicembre.
Il resto del calendario amministrativo:
- 13 luglio – 3 agosto 2026 (ore 18:00): iscrizioni su Universitaly, con SPID o CIE.
- 6 agosto 2026: termine per il pagamento del contributo di 250 euro sul portale dell’ateneo scelto. Senza pagamento nei termini l’iscrizione non si perfeziona.
- 1° settembre 2026: inizio delle lezioni.
- 10 dicembre 2026 e 11 gennaio 2027: i due appelli.
- 22 gennaio 2027, ore 16:00: pubblicazione della graduatoria nazionale e delle assegnazioni di sede.
- 22–28 gennaio 2027: immatricolazioni, a pena di decadenza.
- 2–5 febbraio 2027: nuove preferenze sui posti residui, con assegnazioni l’8, immatricolazioni entro il 10 ed elenco definitivo il 12 febbraio.
- 16–20 febbraio 2027: immatricolazioni ai corsi affini, con una seconda ondata a fine mese e assegnazioni d’ufficio il 5 marzo nella sede più vicina alla residenza.
- 12 marzo 2027: ultimo giorno per immatricolarsi a un altro corso di laurea in deroga ai termini dei regolamenti di ateneo.
Un’avvertenza pratica sul pagamento: se dopo il versamento si cambia ateneo di frequenza, il contributo va pagato di nuovo presso la nuova sede, e sarà poi lo studente a doverne chiedere il rimborso al primo ateneo.
Le prove cambiano struttura: più risposta multipla, meno completamento
Ogni esame resta composto da 31 quesiti, ma il mix cambia: si passa da 15 domande a risposta multipla e 16 a completamento a 21 a risposta multipla e 10 a completamento. È una correzione mirata: nel primo anno le domande a completamento avevano generato contestazioni sulle modalità di correzione, e ora il loro peso si riduce di più di un terzo.
Cambiano anche i tempi. Ogni prova dura 50 minuti invece di 45, e l’intervallo tra una prova e l’altra sale da 15 a 30 minuti. Tre esami nella stessa giornata restano una maratona, ma con un margine di recupero più realistico.
Invariato il sistema di punteggio: 1 punto per ogni risposta esatta, 0 per le omesse, −0,1 per le errate (la penalità era già stata ridotta nell’agosto 2025). La soglia di superamento resta 18/30, la lode vale un punto e il punteggio complessivo massimo sui tre esami è di 93 punti.
Un dettaglio tecnico che vale la pena capire bene: è proprio questa somma aritmetica dei tre punteggi, decimali compresi, a formare la graduatoria insieme al bonus di sezione. L’arrotondamento in trentesimi serve solo per il voto che finisce sulla carriera universitaria.
La graduatoria si semplifica: da nove sezioni a tre
È forse il correttivo più rilevante. Il sistema a nove sezioni introdotto in corsa a dicembre 2025 viene sostituito da una struttura a tre sole sezioni:
- chi ha superato tutti e tre gli esami parte da 300 punti, più il punteggio conseguito;
- chi ne ha superati due parte da 200 punti;
- chi ne ha superato uno parte da 100 punti, con obbligo di recuperare i CFU mancanti prima dell’immatricolazione al secondo semestre.
Semplificato anche il meccanismo di accettazione del voto, che l’anno scorso era diventato un rompicapo strategico. Ora c’è una sola finestra, entro le 23:59 del giorno successivo alla pubblicazione degli esiti della seconda prova, e il silenzio vale come accettazione. Chi sostiene entrambi gli appelli si vede riconoscere automaticamente il voto migliore, purché pari o superiore a 18/30.
La conseguenza pratica è che sparisce la possibilità di usare il rifiuto del voto al primo appello come mossa tattica per scalare le sezioni: una delle principali fonti di complessità — e di ricorsi — del sistema 2025/2026.
Corsi affini: elenco più corto, cinque preferenze, prova suppletiva
Il corso affine resta obbligatorio e funziona da paracadute: è il percorso su cui si prosegue, con riconoscimento dei CFU, se non si rientra in posizione utile per Medicina. Tre le novità.
La prima: l’elenco annuale scende da dodici a nove corsi. Entra Tecniche di laboratorio biomedico, mentre escono Ortottica e assistenza oftalmologica, Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, Tecniche di neurofisiopatologia e Tecniche ortopediche. Restano nel perimetro Biotecnologie, Scienze Biologiche, Farmacia e Scienze Zootecniche, insieme ai corsi delle Professioni sanitarie con rapporto iscritti/posti inferiore a 0,9.
La seconda: il numero minimo di sedi da indicare per il corso affine scende da dieci a cinque (restano dieci, invece, quelle da indicare per il corso principale). Chi è già iscritto a uno dei corsi affini è esentato dall’obbligo di sceglierne uno.
La terza: gli atenei potranno indire una prova suppletiva per coprire i posti rimasti vacanti dopo gli scorrimenti. È un modo per valorizzare il percorso di chi ha frequentato il semestre filtro senza rientrare in graduatoria. Confermata infine l’ammissione anche in sovrannumero, di norma entro il 20% dei posti.
Arriva la banca dati nazionale dei quesiti
Il decreto introduce un elemento nuovo e potenzialmente decisivo per chi si prepara: le prove saranno estratte da un set nazionale di domande con risposte validate, definito da una Commissione ministeriale istituita con il DM 704/2026, anche in collaborazione con la CRUI, e costruito sui Syllabus aggiornati.
Quello che il decreto non dice è se quella banca dati sarà resa pubblica. È la domanda che più interessa gli studenti — perché la differenza tra prepararsi su un programma e prepararsi su un set noto di quesiti è enorme — e al momento non ha risposta.
Cosa resta confermato
Molto dell’impianto è rimasto identico:
- Tre insegnamenti da 6 CFU ciascuno — Chimica e propedeutica biochimica, Fisica, Biologia — per un totale di 18 crediti.
- Due appelli per materia, con riconoscimento automatico del voto migliore.
- Prove cartacee identiche in tutta Italia per data, orario e contenuti, con plichi predisposti da CINECA.
- Contributo di 250 euro e massimo tre iscrizioni al semestre filtro, anche non consecutive.
- Frequenza obbligatoria: si accede agli esami solo dopo aver assolto gli obblighi di frequenza dei tre insegnamenti, secondo le modalità stabilite da ciascun ateneo. Sono esonerati chi ripete il semestre e chi documenta di aver già adempiuto.
- Autenticazione a due fattori nell’area riservata di Universitaly, dove si consultano i punteggi, si accetta o rifiuta il voto e si scaricano le immagini del proprio elaborato.
- Esclusioni: il decreto non si applica ai corsi in lingua inglese né, per il 2026/2027, alle università non statali, che mantengono modalità di accesso autonome.
Sistematizzata anche la disciplina degli anni successivi al primo: le iscrizioni sono possibili esclusivamente tramite bandi pubblici degli atenei, nei limiti dei posti effettivamente liberati nella coorte, senza prove preliminari e senza sovrannumero. Una stretta che rende molto più difficile usare il trasferimento da atenei esteri come via alternativa di accesso.
Sul fronte della preparazione, è intanto online semestreaperto-medodovet.it, la piattaforma gratuita promossa dalla CRUI con il MUR e realizzata dal Consorzio CISIA: contenuti didattici, esercitazioni, strumenti di autovalutazione e, progressivamente, simulazioni d’esame.
Cosa manca ancora
Due caselle restano vuote, e non sono dettagli.
Il numero dei posti. L’articolo 14 del DM 941 rinvia a successivi decreti la definizione del contingente per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Come riferimento, per il 2025/2026 i posti per Medicina nelle università statali erano 17.278. Attenzione a non confondere questo dato con il fabbisogno formativo espresso dalle Regioni, che è un’altra cosa: la bozza di Accordo Salute-Regioni per il 2026/2027 indica 24.174 posti complessivi per i tre corsi a ciclo unico, ma è una stima del fabbisogno del sistema sanitario, non il numero di posti che verrà effettivamente messo a bando — quello dipende anche dalla capacità ricettiva degli atenei.
La pubblicità della banca dati dei quesiti, come detto sopra.
Mancano infine i calendari delle prove di recupero CFU dei singoli atenei, che dovranno collocarsi tra fine gennaio e fine febbraio 2027.
Il precedente: perché arrivano proprio questi correttivi
Per capire il senso del DM 941 bisogna guardare com’è andato il primo anno. Al primo appello del 20 novembre 2025, meno del 15% dei candidati superò tutte e tre le prove: circa nove studenti su dieci restarono fuori alla prima tornata, con la Fisica di gran lunga la materia più selettiva. In alcune sedi la superò poco più di uno studente su dieci.
Con le regole originarie gli idonei sarebbero stati meno dei posti disponibili. Il Ministero intervenne a dicembre con il DM 1115, allargando la platea a chi aveva superato uno o due esami su tre: una correzione in corsa, arrivata a giochi già fatti, che generò il sistema a nove sezioni e una lunga scia di ricorsi. La prima prova era già finita nelle polemiche per le modalità di svolgimento.
Letti così, i correttivi del DM 941 hanno una logica precisa. Il calendario più lungo risponde alla didattica compressa in poco più di due mesi. Il taglio delle domande a completamento risponde alle contestazioni sulla correzione. La graduatoria a tre sezioni e la finestra unica di accettazione rispondono al caos strategico del rifiuto del voto. Non è un ripensamento della riforma: è la manutenzione dei punti che si sono rotti.
Cosa significa per chi si prepara
Il DM 941 è un decreto di consolidamento: più stabilità normativa, prove ribilanciate, graduatoria più semplice e un calendario amministrativo già definito fino a marzo 2027. Per chi deve affrontarlo, si traducono in quattro indicazioni concrete.
Il programma è già noto e non cambia. Sono i Syllabus 2026/2027, pubblicati a giugno: il decreto non li tocca. Non c’è nessuna ragione per aspettare a studiare.
Il formato d’esame va allenato così com’è. Ventuno quesiti a risposta multipla e dieci a completamento, in 50 minuti. Chi si allena su simulazioni tarate sul vecchio mix (15 e 16, in 45 minuti) si sta preparando a una prova che non esiste più.
Il semestre più lungo non è tempo regalato. Con le lezioni che partono il 1° settembre e il primo appello il 10 dicembre, ci sono più settimane per consolidare — ma anche più tempo perché il ritardo si accumuli. La Fisica resta il collo di bottiglia, e i nuovi Syllabus le hanno dato più spazio di esercitazione proprio perché è lì che si perde.
Il corso affine va scelto adesso, e con la testa. L’elenco si è ristretto a nove corsi e le sedi da indicare scendono a cinque: meno margine di manovra, quindi vale la pena ragionarci prima di compilare la domanda, non dopo. Se stai valutando cosa succede se non passi, abbiamo una guida dedicata alle alternative senza perdere i CFU.
Restano le due incognite: quanti posti, e quanto sarà trasparente la banca dati dei quesiti. Nessuna delle due cambia cosa bisogna studiare — ma entrambe peseranno, e parecchio, su come si affronterà la graduatoria.
Per lo studio dei programmi e l’allenamento sul formato d’esame, Alpha Test propone manuali, eserciziari e corsi dedicati al semestre di Medicina, allineati ai Syllabus 2026/2027: scopri i materiali per il semestre filtro.
Per il quadro completo su funzionamento, esami, corsi affini e preparazione, vedi la nostra guida completa al semestre filtro. E per capire cosa è cambiato nei programmi delle tre materie, l’approfondimento sui Syllabus 2026/2027 di Biologia, Chimica e Fisica.
Fonti
Le informazioni contenute in questo articolo provengono dal Decreto Ministeriale n. 941 del 10 luglio 2026 e dai relativi allegati, pubblicati dal Ministero dell’Università e della Ricerca, e dal comunicato ministeriale di accompagnamento del 13 luglio 2026. Le date e le procedure vanno sempre verificate sul portale Universitaly e sui siti dei singoli atenei, che pubblicano i propri bandi e i calendari delle attività di recupero.









